Censura su aborto e identità di genere al Giulio Cesare

La risposta di Prime Minister Roma, scuola di politica per ragazze
Redazione - 10 Febbraio 2021

“Inaccettabile e pericolosa”: è netta la risposta di Prime Minister – la scuola di politica per giovani donne partita a Roma lo scorso 23 gennaio – in risposta ai fatti del liceo Giulio Cesare di Roma, dove la preside ha censurato 3 appuntamenti su aborto e identità di genere previsti durante la settimana dello studente.

“Quanto accaduto in uno dei più importanti istituti superiori di Roma è inammissibile”  dichiara Eva Vittoria Cammerino, coordinatrice dell’edizione romana di Prime Minister e cofondatrice del progetto.

“Nel 2021”- prosegue – “è impensabile che si possa ancora censurare, specialmente in una scuola pubblica, la discussione libera ed aperta su temi e diritti fondamentali salvaguardati anche dal nostro ordinamento: l’aborto o la libera espressione dell’identità di genere non sono argomenti sconvenienti, ma parte integrante di una dialettica sana in un Paese democratico e rispettoso dell’individualità. Chi ritiene che questi temi debbano restare al di fuori delle mura scolastiche perché “scomodi” rifiuta di guardare in faccia la realtà e reitera una visione anacronistica della quotidianità e pericolosa per la donna e per la società stessa.

Che tipo di nuove generazioni vogliamo crescere? Noi, con l’esperienza di Prime Minister, vogliamo veder crescere ragazze consapevoli e capaci di pensiero critico. È proprio dalla consapevolezza del proprio corpo che fiorisce una parità di genere concreta.”

L’educazione al significato profondo del concetto di politica attiva e l’empowerment delle giovani donne sono alla base di Prime Minister, la scuola che ha appena inaugurato la sua edizione romana con 40 partecipanti provenienti da scuole superiori di tutta la Capitale e che ha già al suo attivo edizioni in Campagna, Sicilia, Basilicata e Puglia.

“Nel nostro piccolo, con le nostre lezioni, cerchiamo di trasmettere alle studentesse l’importanza del coraggio delle proprie idee e dell’andare oltre la propria zona di comfort. Sono le nostre stesse studentesse che, in più momenti del corso di formazione nazionale, hanno evidenziato come la scuola italiana perseveri nell’avere dei tabù legati alla sessualità. Superare questo limite è uno dei tasselli fondamentali perché l’educazione diventi essa stessa strumento principale di contrasto a quella violenza di genere che nel nostro Paese è una piaga sociale e culturale.  Rifiutarsi di parlarne significa privare le giovani generazioni della possibilità di vivere con maggiore consapevolezza una vita sessuale e sentimentale serena e cosciente e reiterare un danno sociale in cui la donna continua ad essere vittima inconsapevole di un sistema patriarcale sempre più penalizzante per tutte e per tutti.

Prime Minister è la prova tangibile che le studentesse sono pronte ad affrontare questa discussione e ne sentono fortemente l’esigenza. Ma è la scuola pubblica che, come presidio educativo e culturale di riferimento, deve essere la prima a diffondere questo tipo di formazione e discussione.

La vera libertà esiste solo se vi è piena conoscenza e consapevolezza – conclude Eva Vittoria Cammerino. Esprimiamo vicinanza alle studentesse e agli studenti del collettivo “Zero Alibi””.

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