Centocelle ai tempi del Covid-19

Alessandra Noce - 17 Marzo 2020

Questo silenzio

Questo silenzio è così irreale, un Ferragosto senza fine.
Lo sguardo indugia sulle serrande abbassate, sulle tante persiane chiuse di chi ha scelto l’esilio nel paese natio.
Piazza dei Mirti è deserta. Nessuna comitiva urlante sopra i muretti, nessun piccolo monopattino sfrecciante sul selciato. Però è pulita. Ad ogni ora.
Pochi i passanti, e frettolosi i saluti. Bambini spariti, come inghiottiti nel nulla.
Qualche anziano, per solitudine o forse per annose abitudini, sfida la sorte a passo lento in compagnia di un carrello, chi invece col cane.
Come in un salotto, come in un’illusione di casa, tanti invece i senza tetto di Padre Pio, seduti sulle panchine nell’attesa di sempre.
Il coprifuoco in un’ordinanza.
La nostra ora d’aria, sempre più rara, temo, dettata dallo stato di necessità.
Silenti con la nostra mascherina, o con una sciarpa, o giusto un bavero alzato, misere armi contro il nemico invisibile, eccoci in fila ben distanziati davanti ai supermercati o ai fruttivendoli, lo sguardo un po’ perso, anime preoccupate stanate per fame. Ci scrutiamo, un po’ sospettosi, un po’ frastornati da questa nuova realtà. Forse in testa gli stessi pensieri: e se toccasse a me? Ce la farò? O un autoconvincimento: ce la faremo!

In questo silenzio assoluto il cinguettio primaverile degli uccelli svolazzanti sopra le nostre teste in un cielo che pare ogni giorno più terso, sembra amplificato.
Piacevole all’inizio ma alla lunga quasi fuori luogo, come per alcuni i canti improvvisati alle finestre.

Fresco Market
Fresco Market

E come questi uccelli nuovamente presi con le imminenti cure parentali, torno a casa. Al mio nido. Un nido festoso, accogliente. Insofferente al pressing da fine del mondo dei telegiornali, che lascia l’ansia all’uscio di casa sfidando l’angoscia dei giorni che passano con l’energia positiva di chi ha una vita davanti.

Mi manca il brusio della gente.
Mi mancano il caos mattutino davanti alla scuola mentre mi avvio ad aprire il giardino vicino alla Chiesa.
Mi manca la routine dei buongiorno in piazza San Felice e le vocette e gli strilli dei bimbi del parchetto.
Mi manca il fruscio delle foglie mosse dal vento di quando andavo al Parco di Centocelle.
Mi manca perfino il saluto affrettato per le scale con la vicina rompina.

Mi manca quel chiasso degli irriducibili della chiacchieraatuttiicosti che spesso mi infastidiva davanti al locale sotto casa la sera fino a tardi.
Mi manca l’insopportabile rombo di quella Harley Davison che regolarmente passava sotto casa a far tremare i vetri.
Il traffico no quello non mi manca, e nemmeno la puzza di smog.

Che questa esperienza tremenda possa insegnarci qualcosa.
Che ci rimanga dentro questo silenzio, a ricordarci la paura, la nostra libertà limitata, le nostre buone intenzioni, per essere più umani più in là, quando le distanze saranno accorciate, quando questa assurda guerra sarà finita.
A ricordarci che per qualcuno la guerra c’è ancora, purtroppo.

#centocelle
#aitempidelcovid19

 

Alessandra Noce

 


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