Laboratorio Analisi Lepetit

Centocelle, “Parcheggi e Pedane: un cul de sac”

Chi controlla la fattibilità e la reale necessità di queste opere? Per quanto tempo saranno allestite?
Maurizio Rossi - 23 Giugno 2021

Centocelle, da tempo, facendo concorrenza ad altre zone più famose e datate, è divenuto un quartiere di svago, spuntini, birre e apericene, che hanno affiancato i già numerosi bar, gelaterie, e pizzerie “a taglio”.

Uscendo finalmente dalla pandemia, assistiamo ad un fenomeno strano e direi anche “fastidioso” e mi chiedo: è possibile arginare la deriva “pedanatoria”  sulla sede stradale in corrispondenza di trattorie, birrerie, bar, baretti, paninerie, amburgherie…? Pedane sorte come funghi, arricchite di tavolini, ombrelloni, e fioriere?

Massimo rispetto per i ristoratori (noto con stupore che la nostra economia si fonda prevalentemente sul “magnà e beve”): le chiusure e le limitazioni imposte – peraltro non dovute certo al capriccio di alcuni o alla fissazione del Ministro della Salute –  non sono state compensate da adeguate misure di sostegno alle imprese. Ma quando si penserà anche ai possessori di automobili che non sanno più dove lasciare il “vile mezzo meccanico”?

Solo a mo’ di esempio, in via Smaldone, a Centocelle, nel breve tratto tra le vie Cocconi e Bresadola, sono sorte, dall’oggi al domani, due pedane sulla sede stradale, che tolgono almeno cinque posti auto; in aggiunta si contano, sempre nello stesso tratto,  quattro parcheggi per disabili, tre passi carrabili e due postazioni di cassonetti (pieni, ovviamente) nonché parcheggi per moto (un altro posto auto in meno).

L’Amministrazione e la polizia Municipale conoscono bene la cronica mancanza di parcheggi nella zona (e non solo).

Tutti hanno ragione…TUTTI?

Chi controlla la fattibilità e la reale necessità di queste opere?

Per quanto tempo saranno allestite?

Adotta Abitare A

Fonti informate ci dicono che i proprietari dei locali suddetti possano provvedere all’ampliamento, con la sola richiesta di autorizzazione; dato l’elevato numero di tali manufatti lignei, in diverse zone di Roma, e conoscendo anche  la pachidermica burocrazia cittadina, soprattutto nelle sue declinazioni Municipali, penso che dovremo tenerci queste pedane ancora per molto, se non per sempre (in nome di un diritto acquisito…).

Sarebbe doverosa e gradita una risposta a questi interrogativi da parte del Presidente del V Municipio, nonché assessore al Commercio, Giovanni Boccuzzi.

 


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  1. Il quartiere ha 4 linee tram, la metropolitana, innumerevoli autobus. Centocelle è uno dei pochi quartieri di periferia servita bene dai mezzi pubblici. Che dobbiate trovare parcheggio è francamente l’ultimo dei problemi che il Comune dovrebbe affrontare, soprattutto dopo la crociata che i vari comitati hanno fatto contro i PUP che erano partiti anni fa e poi bloccati.


    • E fin troppo evidente Gian che non abiti nel Municipio V. I PUP si sono rivelati un Business per pochi e di NESSUN aiuto alla sosta in superficie, anzi molti di questi Box sono utilizzati per ben altro. L’aiuto ai Commercianti andava dato, ma di certo non ledendo il diritto degli automobilisti che oltretutto pagano tasse elevate, inoltre, fatto tutt’altro che secondario molte di queste pedane non potranno mai essere autorizzate in quanto in contrasto con il Codice della Strada. Comunque siamo in Italia e ogni “pedanizzato” cercherà “un Padrino” a Torre Annunziata!

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