Centocelle. Ritorno alla…normalità, ma quale?

Maurizio Rossi - 12 Giugno 2020

Dopo un lungo ricovero ospedaliero, si vive il rientro a casa con gioiosa liberazione, ma anche con trepidazione: il luogo della cura fa sentire protetti, poiché si è quasi sempre “sotto osservazione” e tempestivamente assistiti in ogni imprevisto. Con le dovute differenze, è questo il sentimento che ci accomuna, almeno in gran parte, nel passaggio alla “Fase 3” dell’epidemia Covid: un cambiamento tanto atteso, ma anche temuto per i rischi che può presentare, non certo la recuperata libertà, ma l’atteggiamento con cui la si può vivere.

Così, per le strade di Centocelle, accanto ai cani e ai loro padroni, che per quasi tre mesi sono stati trai pochi “privilegiati” ad avere l’ora d’aria, sono riapparsi bambini, anziani, ragazzi, in gruppi o coppie, vocianti e gesticolanti, a dire una recuperata vitalità nel riprendere possesso dello spazio urbano. I ragazzi specialmente, vogliosi di libertà, di tornare ad incontrarsi e ad abbracciarsi, hanno spesso superato anche la “fase 3”, con atteggiamenti fin troppo ottimistici e a volte incoscienti.

Una buona parte dei cittadini ha interpretato in modo fantasioso e a volte paradossale, l’uso delle mascherine, peraltro “consigliato” all’aperto, ma obbligatorio nei luoghi chiusi: ho visto passanti che l’indossavano, togliersela per parlare con l’amico o l’amica, senza alcuna preoccupazione di conservare una prudente distanza.

Con  la riapertura di bar e fast food, il quartiere si è rianimato e sono tornate le risate e le voci, ma anche assembramenti che hanno costretto i gestori allo straordinario: alcuni locali si sono trasferiti sul marciapiede, sfruttando la concessione all’uso del suolo pubblico data dal Comune, con allestimenti originali e intelligenti; altri hanno semplicemente reso ancor più difficile l’uso del marciapiede da parte dei pedoni, specie anziani, disabili e genitori in slalom con i passeggini.

Si vedono ancora – e si vedranno  –  le file fuori degli esercizi commerciali e ne sono apparse altre per gustare la tazzina di caffè o le sigarette – tutti i locali permettono l’entrata di una, due persone per volta – file talvolta così lunghe da scoraggiare, talaltra quasi veri e propri “picchettaggi” sui marciapiedi, con persone impegnate in discussioni estemporanee. Persino i banchi di frutta e verdura “ambulanti” si sono organizzati con accessi regolamentati, disinfettante per mani, distanziamento, non sempre rispettato dagli abituali distratti.

Anche le chiese, non senza polemiche,  hanno aperto i battenti, differenziando l’entrata e l’uscita, con l’inevitabile confusione dovuta a chi vive “tra le nuvole” o soffre di cronica allergia agli indirizzamenti  e alle regole di qualsiasi tipo!

La riapertura dei locali, di cui Centocelle abbonda, pur rivitalizzando la zona e riossigenandone l’atmosfera “fricchettona” ha fatto sì che in alcune vie tornassero a riempirsi oltremisura i cassonetti, svuotati purtroppo con i consueti tempi pre-Covid, che normali non sono, almeno  rispetto all’igiene e allo spettacolo offerto.

In buona sostanza, si torna  alla “normalità” che significa ai “cronici problemi” del Quartiere –  caotica viabilità, auto in doppia fila, accumulo di rifiuti –  e a quelli dei commercianti, alle prese con una ripartenza difficile e lenta, conseguenza di norme necessarie, ma anche estremamente limitative. Passeggiando per le strade e parlando con i conoscenti, ho constatato sia una eccessiva sicurezza, sia un certo smarrimento, a tratti una vera preoccupazione, che le notizie sanitarie, rimbalzate dall’Istituto Superiore di Sanità all’OMS, alle corrispondenze dai Paesi esteri, non confortano o mettono in fuga; alimentano, al contrario, inutili polemiche e “lezioni” di esperti, quasi mai d’accordo tra loro, insieme ad un ottimismo che reputo eccessivo.

In più, mi sembra si stia sfilacciando anche quel tessuto di solidarietà e partecipazione che, pur nel distanziamento, aveva caratterizzato i tempi della “grande paura”.

Anche questo, mi dico, è tornare alla “normalità”.

 

Maurizio Rossi

 

 


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