Centocelle: sgradevole sorpresa per gli alunni del ‘Francesco D’Assisi’

Cancellate due sezioni relative al terzo anno nel Liceo Scientifico di viale della Primavera
di Maria Giovanna Tarullo - 6 Settembre 2011

E’ ormai arrivato il momento per il popolo degli studenti di dimenticare le vacanze estive e prepararsi per il ritorno sui banchi di scuola. Purtroppo però per gli alunni del Liceo Scientifico "Francesco D’Assisi", in viale della Primavera, l’inizio dell’anno scolastico riserva una sgradevole sorpresa.

A pochi giorni dalla riapertura dell’istituto arriva la notizia della cancellazione di ben due sezioni relative al terzo anno, una decisione che sembra essere stata dettata dai tagli effettuati nell’ultimo anno nel campo dell’istruzione.

La conseguenza diretta alla cancellazione delle classi risulta essere la creazione di classi-pollaio che raggruppano un numero decisamente troppo alto di studenti. A preoccupare seriamente le famiglie è il caso della formazione di una terza sperimentale corrispondente al PNI (Piano Nazionale Informatico), che diventando l’unica sezione rimanente per questo indirizzo andrebbe a comporsi da 42 studenti, compreso un ragazzo disabile.

Questa vicenda mette a rischio il diritto alla studio all’interno del territorio del VII municipio.

"Qual è il messaggio che stiamo dando ai nostri ragazzi? Che lo studio nell’Italia del 2011 è un privilegio e un lusso per pochi, mentre dovrebbe e deve rimanere un diritto fondamentale dei nostri cittadini’ – afferma Roberto Mastrantonio – Con questo tipo di scuola, la sicurezza e l’uguaglianza dei cittadini sono messi a dura prova".

Se la situazione del Liceo Francesco d’Assisi – continua il mini-sindaco – che pure rappresenta un esempio d’istruzione nel nostro territorio, non dovesse essere riportata alla normalità non si è in grado di garantire sicurezza nelle aule. Quarantadue persone sono troppe per poter convivere in uno stesso, piccolo, ambiente . Dobbiamo essere vicini alle famiglie -conclude Mastrantonio – in un momento di crisi come questo, non possiamo aggravare la situazione invitandoli a iscrivere i loro figli in istituti privati per potergli garantire un’istruzione degna del suo nome".


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