Centralità di Romanina. Scende in campo l’informazione a senso unico

Un manifesto di una fantomatica “Comunità municipale” magnifica il progetto Immobilfin. L‘Udc illustra in un “questionario chiuso” i benefici scarpelliniani
di Aldo Pirone - 19 Gennaio 2013

Una delle pratiche che veniva usata dal regime dittatoriale sovietico era la cosiddetta “disinformacija”. Cioè una strategia mediatica basata sulla disinformazione dove la notizia non veniva taciuta ma manipolata al punto tale da far apparire il bianco nero e il nero bianco. Qualche volta questa disinformazione comportava anche il nascondimento delle fonti o il loro camuffamento sotto sigle sconosciute In X Municipio negli ultimi tempi questa pratica viene esercitata sulla questione della centralità di Romanina. Il camuffamento delle fonti iniziò l’anno scorso, durante le Feste natalizie, quando su muri e tabelloni furono affissi manifesti i cui autori non meglio identificati si firmavano con un fantomatico “comitato spontaneo salviamo il nostro territorio”. Erano manifesti che, prendendo spunto dalla proposta di densificazione avanzata dall’assessore Corsini per la centralità di Romanina, 2 milioni di mc, scrivevano, attaccavano con vari argomenti sia il Sindaco Alemanno che il Presidente Medici accomunati nella promozione del benefico regalo natalizio al proprietario-costruttore-proponente Sergio Scarpellini.

Quest’anno un altro manifesto policromo firmato "A cura dei cittadini della Comunità municipale", entità sconosciuta ai più, è apparso su muri e bandoni pubblicitari per magnificare le sorti e progressive della centralità scarpelliniana. Per confondere ancor meglio le acque la firma richiama quel termine “Comunità” che è il marchio di quella “Comunità Territoriale del X Municipio” la quale è stata da sempre contraria alla speculazione cementificatoria di Romanina disvelandone via via gli inganni con una battaglia che dura da anni e di cui i lettori di questo giornale sono stati sempre puntualmente informati.

Il “magnificat” degli oscuri, ma non tanto, sostenitori dell’affaire scarpelliniano è apparso in contemporanea con lo svolgimento del Consiglio municipale del 21 dicembre scorso che votava all’unanimità dei presenti (centrodestra e centrosinistra) contro la proposta, indecente, della giunta Alemanno, di cui è stato dato conto su questo giornale negli articoli del 31 dicembre scorso. Era evidente il tentativo di forzare, per così dire, la mano ai consiglieri che, invece, a parte gli assenti, anche di riguardo come il Presidente Medici, la mano l’hanno alzata con dovizia di argomentazioni per ripudiare l’avance alemanniana.

Gli anonimi “cittadini della Comunità municipale” – un sostanziale anonimato che appare indice di cattiva coscienza – hanno curato il dovizioso manifesto, di cui sarebbe interessante sapere chi ha sostenuto le spese, per appalesare agli ignari cittadini e lettori quale manna stava per cadere sulle loro teste e indirettamente nelle loro tasche. Un vero inno alla gioia: teatro di 500 posti (originariamente i posti erano 2.500 ma hanno dovuto aumentare i parcheggi cosiddetti di scambio e invece di sottrarre qualche mc di case hanno preferito ridurre qualche mc di cultura n.d.r.), sale riunioni, cultura, didattica; 3500 posti di lavoro; artigianato artistico e musicale; metro leggera Anagnina-Torre Angela. “Diciamo sì” a questo bendiddio gridano i curatores dell’Immobilfin di Scarpellini, “la città deve ripartire” mentre intimano “basta con le mistificazioni” (sic!).

Precedentemente al manifesto il tentativo di informazione unidirezionale era stato espletato sul territorio, questa volta però a viso aperto, dall’Udc dell’ex vicepresidente della giunta Polverini, il che è tutto dire, nonché assessore all’urbanistica alla Regione Lazio Luciano Ciocchetti. L’onorevole, infatti, aveva convocato, insieme al suo sodale di partito Fabrizio Matturro presidente della commissione urbanistica del X Municipio e a Pietro Sbardella, una conferenza stampa all’hotel Mantegna il 13 novembre scorso in cui “Sulla base del Nuovo Piano Regolatore Generale di Roma del 2008 – diceva il comunicato stampa di convocazione – presenteranno i benefici che derivano dall’attuazione del Progetto Urbano Romanina, (non sapevano ancora i promotori che era stato o stava per essere declassato nel più vile “accordo di programma” n.d.r.). in merito a un’’indagine effettuata direttamente sulla popolazione, tramite un questionario”. Il questionario sottoposto, dicono i committenti, a 2.500 persone non sottoponeva affatto agli ignari cittadini i pro e i contro (aumento spropositato delle cubature, riduzione dell’area pubblica dal 66 al 5%, aumento dell’abitativo da 224.000 mc. a 1.280.000 mc. ovvero 4000 appartamenti in palazzoni di otto piani e tre torri alte 64 mt. sotto le pendici di Frascati, il metro leggero a fronte della metropolitana prevista dal PRG, ecc. n.d.r) ma solo i dogmatici e supposti benefici illustrati da un depliant in cui venivano diffusamente esaltati; anche con fotografie avveniristiche. In sostanza le cose che, in sintesi, magnificava il manifesto apparso in seguito sui muri del territorio. In termini tecnici si chiama “questionario chiuso” in quanto è possibile scegliere solo fra le risposte già indicate. In termini popolareschi è della serie, come si dice a Roma, “Oste è bono er vino?”.

Questo il testo: 

1} Lo sviluppo urbanistico del progetto Romanina causerà: 0 Miglior fruizione del territorio 0 Ricaduta occupazionale 0 Sviluppo economico 0 Altro 2} La prevista metropolitana dovrà essere: 0 Interrata 0 Di superficie 3} La prevista metropolitana dovrà avere le seguenti caratteristiche: 0 Prolungamento della linea A fino alle nuove costruzioni 0 Creazione di una nuova metropolitana (leggera) che unisca la Metro A alla Metro C (fermata Torre Maura/Casilina), dando così la possibilità di creare nuove fermate importantissime come quella del Policlinico Tor Vergata, della futura Citta della Sport e della stesso Progetto Urbano Romanina 4} Le funzioni pubbliche da prevedere dovranno avere carattere: 0 Culturale 0 Musica e svago 0 Didattico 0 Agricola 0 Terziario 0 Altro 5} Che valore dai alla partecipazione dei cittadini alle decisioni di sviluppo urbanistico del territorio? 0 Alto 0 Media 0 Basso.

Ovviamente, come ci ha informato Ciocchetti dal suo sito web, la stragrande maggioranza dei cittadini, ben il 74%, ha detto sì al metro leggero prima della realizzazione del progetto urbano con, si noti la finezza, “i conseguenti insediamenti abitativi”. Cioè per farli “conseguire” dal solito noto. Questo questionario in cui venivano presentati – “a prescindere” avrebbe detto Totò – i “benefici” del progetto scarpelliniano è stato spacciato dal consigliere Matturro in Consiglio municipale come consultazione vera della cittadinanza contrapposta alle discussioni partecipative indette dal Comune e a quelle promosse da varie associazioni e partiti sul territorio per approfondire tutti i risvolti della questione. Vera consultazione, secondo il consigliere Udc, sia per i numeri dei coinvolti che per l’età: soprattutto giovani i questionanti, per lo più anziani i
partecipanti. 

“La vita è tutta un quiz” si cantava in una simpatica trasmissione di Enzo Arbore (1987-88) e quindi che male c’è a trattare similmente la centralità di Romanina? Solo che la trasmissione di Arbore, mettendo alla berlina con sottile ironia l’incipiente regresso culturale del Paese, s’intitolava per l’appunto “Indietro tutta”. Che sia questa la direzione di quel suo “sguardo verso il futuro” occhieggiante tenebrosamente da apposito manifesto con cui il consigliere Matturro ci ha fatto sapere che si candida a Presidente del Municipio alle prossime elezioni? 


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti