

Arrestato il titolare con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio. Nel 2016 era già stato ammanettato per aver trasformato l’abitazione del padre in una base di stoccaggio
Un via vai anomalo, fatto di persone che entravano negli uffici per uscirne pochi minuti dopo senza plichi o buste in mano. È stato questo dettaglio, notato dagli agenti delle Volanti durante il pattugliamento, a far scattare i primi sospetti sul centro multiservizi.
Il castello di carta è crollato definitivamente quando un cliente, fermato per un controllo appena fuori dal locale, ha “vuotato il sacco” ammettendo di essere un frequentatore abituale dell’ufficio non per inviare pacchi, ma per acquistare stupefacenti.
Il blitz immediato delle pattuglie ha svelato un’organizzazione minuziosa. Nonostante l’iniziale reticenza del titolare, gli agenti hanno scovato un vero e proprio magazzino parallelo.
In un armadietto blindato, nascosta dentro una borsa termica per mantenerne la freschezza, è stata rinvenuta la prima partita di droga: un chilo e mezzo tra hashish e cocaina, già diviso in dosi e pronto per la consegna “al bancone”.
Ma la sorpresa più grande è arrivata alzando lo sguardo: occultati con cura sotto un faretto del controsoffitto, i poliziotti hanno scoperto 13.000 euro in contanti, ritenuti il provento delle vendite illecite degli ultimi giorni.
Gli accertamenti investigativi hanno rivelato che il quarantenne era una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine: nel 2016 era già stato arrestato per aver trasformato l’abitazione del padre in una base di stoccaggio.
Seguendo questa traccia, i poliziotti hanno esteso la perquisizione proprio a quell’indirizzo, arrivando fino al lavatoio condominiale.
Qui è spuntato il secondo deposito: altri 400 grammi di hashish e il kit completo (bilancini e sostanze da taglio) per confezionare i pacchetti in base alle richieste dei “clienti”.
L’uomo è stato arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio.
L’Autorità Giudiziaria ha già convalidato l’operato degli agenti, ponendo fine a un circuito di smistamento che utilizzava la facciata della legalità per inquinare il quartiere con il mercato nero della droga.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.