

A due mesi dall'entrata in vigore della misura, finisce il periodo informativo e si passa alle sanzioni. Si parte dai 42 euro fino ai 3.382
Il tempo degli avvisi è finito. Da ieri lunedì 16 marzo, nel cuore di Roma, superare i 30 chilometri orari non è più solo una cattiva abitudine: è una violazione che si paga cara. Dopo due mesi di fase informativa, entra nel vivo la “Zona 30” nel centro storico, con sanzioni effettive per chi preme troppo sull’acceleratore.
Una svolta che punta a cambiare il volto della mobilità urbana, ridisegnando il rapporto tra auto, pedoni e ciclisti. L’obiettivo, ribadito dal Campidoglio, è chiaro: una città meno dominata dalle macchine e più sicura per tutti.
A spiegare la filosofia del provvedimento è l’assessore alla Mobilità Eugenio Patané: abbassare la velocità significa ridurre drasticamente il rischio di incidenti mortali, soprattutto per pedoni e utenti più vulnerabili.
Una strategia che non risparmia nemmeno le grandi arterie, tradizionalmente considerate vie di scorrimento veloce. Anche lì, il limite dei 30 km/h diventa la nuova regola.
L’occhio dei controlli, sempre più digitale, si concentra su alcuni degli assi principali del centro:
Il corridoio tra stazione Termini e Vaticano: via Nazionale, via del Plebiscito, Corso Vittorio Emanuele II
I collegamenti nord-sud: via del Teatro di Marcello, via Petroselli, via Zanardelli, Corso Rinascimento
Le vie simbolo del centro: via del Tritone, via Veneto, via del Babuino, Traforo Umberto I
Di giorno, complice il traffico, la velocità media resta bassa. Ma è di notte che scatta la vera sfida: strade vuote e maggiore tentazione di correre.

Il sistema sanzionatorio è pensato per colpire duro:
Minimo: da 42 euro
Casi più gravi: fino a circa 3.400 euro
Patente: decurtazione fino a 10 punti e possibile sospensione fino a un anno
Aggravante notturna: tra le 22 e le 7 la multa aumenta di un terzo
Una stretta che punta soprattutto a scoraggiare comportamenti pericolosi nelle ore notturne.
La “Zona 30” non è solo una misura repressiva, ma un cambio di paradigma. L’obiettivo è rendere il centro storico un’area a bassa velocità, dove la sicurezza venga prima della rapidità.
Anche i cantieri, come quelli della Metro C, contribuiscono già a rallentare il traffico. Ma ora entrano in gioco i controlli sistematici, destinati a modificare le abitudini degli automobilisti nel lungo periodo.
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