Cervelletta. A 20 anni dall’acquisizione pubblica non c’è ancora un piano di utilizzo

Antonio Barcella - 5 Gennaio 2021

Il prossimo 27 gennaio è una ricorrenza importante per il Casale della Cervelletta e per il parco omonimo: sono trascorsi venti anni dall’acquisizione al Patrimonio di Roma. Un evento che ebbe un significato particolare per questo territorio, strappato alla speculazione edilizia e commerciale attraverso azioni di iniziativa popolare che convinsero l’allora sindaco di Roma Francesco Rutelli a firmare l’acquisizione del Casale e delle sue terre al patrimonio comunale, avvenuto attraverso permute immobiliari con la Tirrena Spa. Permute importanti costituite dalla contropartita di costosi appartamenti del centro storico della capitale di proprietà comunale che finirono in mani private. Fin qui tutto bene, ma dopo di allora questo bene pubblico finì nel dimenticatoio e, a distanza di due decenni, non è ancora previsto un qualsiasi piano di utilizzo del Casale Storico.

Le Istituzioni, dal quel 2001, hanno omesso dalla propria azione amministrativa la tutela del patrimonio storico (art. 9 della Costituzione); per incuria, pressapochismo, cialtronismo. La scelta politica è stata la delega al volontariato, che servì da alibi per non intervenire su una costosa manutenzione che era richiesta dallo stato di degrado del manufatto storico. Il risultato di questa mala-gestione è che a tanti anni dall’acquisizione pubblica del Casale della Cervelletta non c’è ancora nessun progetto sul suo impiego o, meglio ancora, il Comune di Roma “non sa che cosa farsene!”.

La speranza di chi vive in questo territorio è che il Campidoglio, prima o poi, si renda conto di quale prezioso bene pubblico abbia in mano ed inizi a lavorare seriamente per rispettarlo, tutelarlo ed utilizzarlo esclusivamente per gli stessi fini che promossero la sua acquisizione. Non dimentichiamolo: il Campidoglio, per la tenuta della Cervelletta, cedette immobili produttivi di reddito, nel centro di Roma, e concesse altri benefici al cedente. E per farne cosa? (…per ora non c’è alcuna risposta a questa domanda)

La nostra proposta è che si avvii l’iter di un concorso pubblico di idee per la restituzione del casale alla comunità di questo territorio. Vedrete che le idee non mancheranno: sede universitaria, museo, ospedale, centro di studi ambientali e naturalistici, centro di ricerca scientifica o sociologica (non dimentichiamo che proprio qui si studiò come fronteggiare la malaria e l’avvio delle prime scuole contadine).

Storia

La lotta per la Cervelletta nasce negli anni ’80, nel quartiere Colli Aniene che era ancora in costruzione.
L’allarme per il destino dell’antico borgo della Cervelletta fu giustificato anche da ipotesi di trasformazione del “castello” e dell’area agricola circostante in albergo e residenze di lusso.
Nel tempo l’impegno dei cittadini e il loro associazionismo di scopo (Circolo “La Torre” , il Comitato per il “Parco della Cervelletta”, “Insieme per l’Aniene”), è stato continuo e articolato coinvolgendo il mondo della cultura, le Istituzioni, forze politiche e sociali.

Il patrimonio comune della Cervelletta è il frutto di una straordinaria mobilitazione civile che ha attraversato gli ultimi trenta anni ha ottenuto importanti risultati:
• “Parco della Cervelletta” (legge regionale di iniziativa popolare)
• 1997, l’inserimento del Parco nella Riserva Naturale della “Valle
• dell’Aniene”
• 2001, la Cervelletta diventa patrimonio del Comune di Roma

La tenuta della Cervelletta si compone di un casale del XVI secolo e del suo borgo rurale, posto tra il quartiere Colli Aniene e Tor Sapienza. Un frammento della memoria storica di Roma che ha resistito fino ai nostri giorni. La struttura, fra le pochissime ormai rimaste in Regione, si compone di una torre medievale (XII secolo) alta 27 metri e di un casale.

Tenuta della Cervelletta (Superficie ettari 259,03)

Proprietà storiche :
• Basilica Lateranense (della Volpaia 1547)
• Tra il 1606 e il 1628 è della famiglia Sforza
• Messo all’asta (1628) è acquisito dal Cardinale Scipione Borghese
• Nel 1835 casale e fondo agricolo passano al Duca Salviati
• Nel 1951 acquistata da due finanziarie edilizie (la Tirrena e la Magis)
• Nel 2001, tramite permuta con la Tirrena, viene acquisito dal Comune di Roma

 

 

Antonio Barcella


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