Cervelletta, a rischio crollo la torre medievale

Le associazioni territoriali lanciano un appello alle istituzioni per un intervento immediato
Antonio Barcella  - 21 Dicembre 2018

La torre medievale della Cervelletta è a rischio crollo. La situazione del Casale seicentesco della Cervelletta, ampiamente documentata da autorevoli e in parte recenti studi effettuati da due Facoltà di Architettura delle Università di Roma 1 e Roma 3, è drammatica.

Lo stato attuale è di completo abbandono dei fabbricati che non sono mai stati oggetto di un opportuno restauro né di una adeguata manutenzione ordinaria da parte del proprietario attuale ossia il Comune di Roma. Oggi il casale è chiuso per motivi di sicurezza. Alcune parti del complesso, rimaste senza tetto da molti anni, sono in uno stato ancora più grave con crolli che interessano anche parti dei solai rimasti scoperti.

Ma in questo scenario deprimente, in cui i beni storici e culturali appartenenti alla comunità anziché essere tutelati vengono lasciati ad un destino di incuria e di trascuratezza, quello che preoccupa di più è lo stato della torre medievale. Dopo otto secoli dalla sua edificazione rischia seriamente danni irreparabili.

La costruzione risale al 1200 e come tante altre della campagna romana svolgeva funzioni di vedetta, di controllo del territorio, di avvistamento e di segnalazione. La torre della Cervelletta è tra le poche ancora in piedi ed è tra le più belle e interessanti della capitale per questo motivo andrebbe conservata e tutelata per testimoniare un passato che non c’è più. Ora è in grave pericolo e rischia di rovinare a terra trascinando con sé il casale adiacente.

Da alcuni anni presenta lesioni verticali su almeno due dei suoi quattro fianchi e da tempo le associazioni territoriali ne chiedono la messa in sicurezza della struttura tramite la cerchiatura. L’operazione di cerchiatura nel campo edilizio è l’applicazione di una legatura intorno ad un oggetto, con l’obiettivo di limitarne o impedirne le deformazioni laterali e l’innesco della rottura. L’applicazione di cerchiature è utilizzata sia per confinare singoli elementi strutturali sia interi edifici o parti di essi. Purtroppo questo tipo di operazione non è sufficiente da sola a risolvere tutti i problemi della torre. Le mura e la merlatura guelfa del manufatto sono invasi dalla vegetazione infestante, cresciuta nel corso del tempo fra le pietre. Le dimensioni delle piante e le loro radici disgreganti rappresentano un pericolo ulteriore alle lesioni verticali.

Ma il vero allarme rosso si evidenzia dalle immagini rilevate da un drone sulla parte superiore della torre. Per la vetustà, per le piogge e i forti venti che hanno interessato la città, negli ultimi tempi alcune guaine bituminose poste a copertura si sono sollevate e ripiegate su sé stesse lasciando così scoperti i solai lignei. Facile prevedere che attraverso questo varco, aperto alle piogge invernali, si produrranno nuovi danni, con possibili crolli delle travature e dei piani in legno, che indeboliranno ulteriormente tutta la struttura.

Le associazioni territoriali lanciano un appello alle istituzioni per un intervento immediato. Ci sarà una risposta? Il movimento generale di interesse popolare e politico intorno al “Colosseo di Roma Est” lascia qualche speranza… ma resta poco tempo per fare qualcosa.

Antonio Barcella 


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