Cervelletta: accolto dal vicesindaco Bergamo l’appello per la messa in sicurezza dell’antica torre

Successo in Campidoglio della delegazione del Coordinamento Uniti per la Cervelletta, anche per l’impegno preso in modo trasversale da parte delle altre forze politiche presenti all’incontro nell’aula Giulio Cesare.
Redazione - 6 Marzo 2019
Abitare A Settembre 2019

Consiglio Comunale del 5 marzo: un nutrito gruppo di cittadini di Colli Aniene e Tor Sapienza, quest’ultimi rappresentati dall’Agenzia di Quartiere, con in mostra sui loro vestiti l’adesivo del Coordinamento “Uniti per la Cervelletta”, hanno richiamato la giusta attenzione della Sindaca, della Giunta e di tutto il Consiglio Comunale per la sorte del Casale della Cervelletta. Questo bene di proprietà del Comune di Roma dal 2001 rischia di crollare per l’assoluta mancanza di opere di manutenzione e di restauro.  Ma non è solo un bene monumentale di bellissima fattura, con torre del XII secolo e casale gentilizio del 1600; è anche un deposito di storia e di cultura. Basta ricordare come nella tenuta Cervaretto/Cervelletta, nell’ultimo decennio dell’800, fu positivamente sperimentata dal Prof Celli la cura della malaria e la prima e più importante opera di bonifica e in seguito, per iniziativa di illustri personaggi (Anna Fraentzel, Sibilla Aleramo, Duilio Cambellotti, Giovanni Cena e tanti altri volontari) furono ideate e attivate le prime scuole contadine. Un patrimonio di sapere e di bellezza in un agro romano ancora incontaminato e inserito nella Riserva Naturale della Valle dell’Aniene.

Oltre 14.000 voti hanno determinato per questo casale dimenticato un posto d’onore nel 9° censimento dei Luoghi del cuore promosso dal FAI: 27° posto tra i 37.000 luoghi belli proposti in Italia, primo luogo del cuore di Roma e del Lazio. Un risultato che ha acceso le speranze con la (piccola) somma che verrà messa a disposizione dal Fai e a cui potrebbero aggiungersene ulteriori da parte di altre Istituzioni, come già dalla Regione Lazio e dal Mibac.

Ma se il risultato del Fai ha mosso il Coordinamento e i cittadini a presidiare la sala del Campidoglio, una ben più grave preoccupazione è stata rappresentata: ossia il rischio concreto (e validato da docenti universitari) che la torre del 1200 crolli in breve tempo. Lesioni nelle mura, vegetazione infestante, sollevamento della guaina di protezione della torre, sono alla base di una facile profezia.

L’iniziativa dei cittadini ha trovato tuttavia un ascolto diffuso.  Grazie alla disponibilità e la mediazione dei consiglieri comunali Cristina Grancio e Stefano Fassina ma anche delle consigliere Ilaria Piccolo e Agnese Catini, è stato possibile incontrare e ragionare con molti esponenti del consiglio comunale. Davide Bordoni, Francesco Figliomeni, Maurizio Politi hanno ascoltato le richieste del Coordinamento e condiviso l’urgenza di un intervento che anzitutto metta in sicurezza la torre del casale.

Eleonora Guadagno, presidente della Commissione cultura, politiche giovanili e lavoro ha dichiarato il proprio impegno ad esaminare in tempi brevi, nella VI commissione, le questioni poste sul Casale della Cervelletta.  Anche Francesco Ardu, vice presidente della commissione patrimonio, ha ipotizzato per fine marzo una audizione per verificare le disponibilità economiche del Campidoglio e le necessarie relazioni con il Mibac.

Particolarmente apprezzato l’incontro con il Vice Sindaco e Assessore alla crescita culturale di Roma Luca Bergamo. Sulla base della memoria presentata e del dialogo con i rappresentanti di Uniti per la Cervelletta, il Vicesindaco si è impegnato a verificare con il Patrimonio la natura degli interventi da effettuare e la possibilità di aprire un tavolo interistituzionale per affrontare l’emergenza torre e il tema della gestione del Casale.

Vent’anni di promesse, di risorse periodicamente destinate e mai pervenute. Impegni non onorati hanno lasciato l’amaro e il disincanto nel cuore dei cittadini; ma le relazioni e gli impegni raccolti nella giornata sono di chiara soddisfazione e lasciano vedere il bicchiere mezzo pieno. Il timore per il crollo della torre è grande ma la speranza è l’ultima a morire: si torna a casa con un po’ più di fiducia.

 

Giovanni Fornaciari

 


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