Cervelletta e Tor Sapienza. Chiesa, scuola e case

Sarà il tema dell'incontro promosso da "Uniti per la Cervelletta" il 18 gennaio ‘2019 ore 17.00–19.00 presso la Biblioteca Vaccheria Nardi in via Grotta di Gregna 27
Redazione - 10 Gennaio 2019
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Prosegue quindi ogni mese un incontro per raccontare come un Casale dell’Agro Romano ha prodotto scienza, cultura e sviluppo per la città di Roma. Il 18 gennaio ‘2019 ore 17.00–19.00 presso la Biblioteca Vaccheria Nardi in via Grotta di Gregna 27 nell’ambito degli incontri promossi da Uniti per la Cervelletta “Dentro la storia della Cervelletta. Vicende e personaggi che non scompaiono”, sarà affrontato l’argomento: Cervelletta e Tor Sapienza Chiesa, scuola e case

Relatori:

Carmelo Calci MiBACT Soprintendenza Archeologica

Fiorella Tolazzi ricercatrice

Rita Mattei Storica di Tor Sapienza

Qui di seguito ecco una premessa all’incontro del 18 gennaio.

L’Agro Romano dal Trecento in poi  è composto da numerose proprietà di tipo feudale con una realtà articolata principalmente in casali, torri e qualche castello. La dinamica di queste terre fuori le mura di Roma era orientata alla esclusiva valorizzazione degli assetti fondiari di cui i principali artefici erano enti religiosi o le nobiltà tra loro in competizione .

 Misera e sfruttata la condizione degli abitanti, in prevalenza pastori,  guitti  e monelli che venivano “affittati” dai mercanti di campagna per i periodi di raccolta. Una popolazione migrante che dall’Abruzzo , dalla Ciociaria venivano a procurarsi il cibo.  In quelle tenute trovavano solo  capanne e grotte per il loro riposo; nessuna assistenza sanitaria, grossolano  il conforto religioso, assenza di ogni contatto civile.

Una realtà  che si protrae fin dopo l’unità d’Italia e che dovrà aspettare l’alba del Novecento per una stagione di speranza e di conquiste civili. Le tensioni culturali e progressiste di quel periodo incisero profondamente nelle  condizioni di vita e nelle aspettative popolari.

Trasformazioni importanti si realizzarono nella tenuta della Cervelletta la cui estensione comprendeva buona parte dei territori che in seguito diventeranno Tor Sapienza e La Rustica . Pur vero che la tenuta  della Rustica e quella della Cervelletta erano due tenute distinte ma entrambe i possedimenti erano pervenuti a Scipione Salviati dall’eredità Borghese.

Ed è in questi territori che si manifestarono tra il 1890 e il 1920  importanti rinnovamenti culturali e sociali.

Gli interventi esemplari  di bonifica di quei territori malsani e paludosi, l’alfabetizzazione dei “guitti” con le scuole contadine, la costruzione della prima chiesa in agro romano, la cooperativa di costruzione per case degli operai, sono le pietre miliari di un percorso storico e per quei tempi rivoluzionario. Vicende che hanno cambiato il volto dei territori e spinto in avanti i modelli di crescita della città; fatti e personaggi che la storia ufficiale ha trascurato quando non omesso e che l’incontro promosso  dal Coordinamento “Uniti per la Cervelletta” tenta almeno di spolverare e modestamente rappresentare.

I relatori sono qualificati ed esperti della materia. Se per raccontare la nascita della chiesa ci si è affidati ad un professionista e valido cultore della storia e della archeologia della Tiburtina, per la prima  scuola  di Tor Sapienza (oggi Gesmundo) abbiamo affidato il racconto ad una insegnante e ricercatrice che di quell’istituto scolastico ha fatto una ragione di vita. La ricerca e la storia sulle prime case di Tor Sapienza arriva dagli studi di una cittadina che dell’animatore della “Cooperativa Tor Sapienza”(il ferroviere e sindacalista Michele Testa) ha recuperato la storia, gli scritti e l’attività. (Elio Romano)


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