Che cosa sappiamo davvero degli stranieri in Italia?

Un fenomeno da conoscere meglio e con maggiore informazione. Cosa emerge dal rapporto sull'immigrazione della Caritas “Oltre la crisi, insieme"
di Luciano Di Pietrantonio - 3 Novembre 2011

Spesso non conoscere e non saper leggere la società nella quale viviamo genera pregiudizi, incomprensioni e paure.

Una chiave interpretativa, sulla complessa realtà del fenomeno stranieri in Italia, viene fornita dal “Dossier Statistico Immigrazione 2011”, presentato recentemente a Roma, al Teatro Orione, con l’ambizioso titolo “Oltre la crisi, insieme”.

Si tratta di una pubblicazione annuale: un Rapporto sull’immigrazione della Caritas e della Fondazione Migrantes, pubblicato per la prima volta nel 1991.

“Il ventennale lavoro di raccolta, elaborazione e rigorosa interpretazione delle statistiche – scrivono mons. Vittorio Nozza, per la Caritas Italiana, mons. Giancarlo Perego per la Fondazione Migrantes e mons. Enrico Feroci per la Caritas di Roma – mostra che la via della convivenza è quella da seguire. Una sfida che esige maggiore coinvolgimento e politiche di ampio respiro.

E’ questo anche l’insegnamento che ci viene nel 2011, dal 60° anniversario dell’ Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e dell’ Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.”

Siamo in presenza, con il “Dossier”, di una ricerca di oltre 500 pagine, con schede e tabelle che riguardano il contesto internazionale ed europeo, quello italiano (con riferimenti socio-culturali e al mondo del lavoro), i contesti regionali con tabelle sinottiche e allegati statistici per residenti, soggiorni, occupazione, imprese, acquisizione di cittadinanza, sanità e denunce e schede per ogni singola regione italiana.

Un “lavoro” al quale hanno dato il loro contributo di informazioni, di notizie, e di documentazione decine e decine di “strutture di riferimento” come Ministeri, Enti Pubblici, Regioni, Province e Comuni, oltre a Organizzazioni Internazionali, Patronati e Istat.

Il fenomeno immigrazione negli ultimi venti anni, ha trasformato il nostro paese e moltissime realtà locali, partendo dalla Capitale, in nuove forme di comunità, che assumono le caratteristiche di: multirazziali, multiculturali, multietniche.

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Queste caratteristiche e queste trasformazioni non sempre sono conosciute, nella loro completezza. L’integrazione è sempre più presente, nella vita di tutti i giorni, e in tutte le manifestazioni urbane e civili che regolano la nostra società: dal lavoro alla scuola, dal tempo libero alla cultura.

*I grandi numeri sono spesso noti : nel nostro paese c’è uno straniero ogni 12 italiani, nel Lazio uno ogni 10 laziali e a Roma uno ogni 8 romani.

In termini assoluti in Italia gli stranieri regolari sono 4 milioni 570 mila, nel Lazio 542 mila e 345 mila a Roma.

Esiste anche una zona opaca, ove convivono circa 700 mila persone che hanno perso l’autorizzazione a restare nel nostro paese e mezzo milione di irregolari, in attesa di sistemazione.

Alcuni aspetti del “Dossier Caritas-Migrantes” aiutano a capire e a valutare come i processi di integrazione siano stati positivi con il passare degli anni.

*Dal punto di vista economico gli stranieri costituiscono il 10% della forza lavoro e nonostante siano arrivati ad incidere per un quinto del totale dei disoccupati, il nostro sistema pensionistico regge, anche grazie ai circa 7,5 miliardi di euro all’anno di contributi pagati dagli immigrati.

Inoltre il loro dinamismo imprenditoriale tiene, visto che le imprese gestite da stranieri sono aumentate nel 2010, di 20 mila unità, arrivando a quota 228.500 sul territorio nazionale, di cui oltre 41 mila con titolari donne.

A Roma le imprese regolari di immigrati sono circa 22.500, a Milano circa 23 mila, a Torino circa 15 mila e nell’insieme del Veneto (7 province) circa 22 mila.

Va anche sottolineato che per spese sanitarie, scolastiche e sociali, gli immigrati costano alle casse pubbliche 6,6 miliardi; l’erario con i loro contributi ha incassato 8,1 miliardi, guadagnandoci un miliardo e mezzo.

*Sul versante dell’istruzione, gli studenti di cittadinanza non italiana, nei diversi gradi scolastici sono circa 710 mila (144 mila nell’infanzia, 253 mila nella primaria, 157 mila nel primo grado,153 mila nel secondo grado).

Il numero degli universitari stranieri è di circa 62 mila unità, su un totale di 1.720.000 studenti iscritti alle Università italiane; le nazioni con più presenze sono : Albania, Romania, Cina, Grecia, e Marocco; le Facoltà più frequentate sono : Economia, Medicina e Chirurgia, Ingegneria, Lettere e Filosofia.

Guardando l’andamento dei dati degli ultimi dieci anni le presenze sono raddoppiate, malgrado le difficoltà, i costi, e le condizioni di crisi in atto. Questo è un elemento decisivo per i processi d’integrazione per coloro che domani saranno i nuovi cittadini italiani.

*Una stima dell’appartenenza religiosa dei residenti stranieri nel nostro paese, si può cosi rappresentare: 2.465.000 cristiani (ortodossi, cattolici, protestanti, ecc.); 1.500.000 mussulmani ed altri; 120 mila induisti; 89 mila buddisti; 60 mila altre religioni orientali; 186 mila atei/agnostici; 6.600 ebrei; altre religioni 140 mila.

Questi numeri offrono il quadro di una trasformazione della realtà italiana prevalentemente cattolica, in una società multireligiosa.

E’ il segno dei tempi, per cui in ciascun paese, seppure diversi e con varie identità, ci dobbiamo riconoscere tutti uguali sul piano dei diritti e dei doveri.

Il “Dossier” è uno strumento formativo e informativo, e ricorda a tanti di noi che “ meta di chi fugge da guerra e povertà, è anche la Penisola, che non si è ancora abituata alla presenza di stranieri”.

In questo senso l’analisi dei dati sulla consistenza e sulla qualità del fenomeno immigrazione cerca di contribuire a smorzare pregiudizi, incomprensioni e paure.

E’ bene sapere, che ormai un sesto delle nascite, nel nostro paese, si deve a questi nuovi “italiani”. 


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