Cinque anni di carcere per lo stupratore di Torpignattara

La violenza era avvenuta la scorsa estate nel Parco Alessandrino
Enzo Luciani - 18 Gennaio 2013
Abitare A Settembre 2019

Cinque anni e otto mesi di reclusione. Questa la condanna inflitta dal Tribunale di Roma al giovane marocchino Khaled Bitre accusato dello stupro ai danni di una quarantotenne romana avvenuto la scorsa estate all’interno del Parco Alessandrino, nei pressi di Torpignattara. 

Dopo una lite con il compagno la donna decise di andare a fare due passi nel parco, quando è stata avvicinata dall’uomo che ha iniziato ad importunarla addirittura offrendole del denaro per consumare un rapporto sessuale con lui. La quarantotenne ha pensato che ignorandolo il marocchino se ne sarebbe andato, invece al secco no della vittima Bitre l’ha trascinata con la forza sotto gli archi dell’Acquedotto e l’ha stuprata violentemente. 

Oltre alla violenza sessuale, l’uomo ha anche deciso di appropiarsi della borsetta della donna. Fortunatamente la vittima è riuscita a chiamare la polizia e denunciare l’accaduto. Le forze dell’ordine hanno trovato il giovane poco distante dal luogo dell’aggressione e con ancora in mano la borsa rubata. 

Khaled Bitre è stato processato con rito immediato ed ha goduto delle attenuanti generiche perché incensurato. Grande soddisfazione per la vittima, visto che il giovane aveva dichiarato che la donna era consenziente. Mentre lo stesso Comune di Roma si è costituito parte civile, rappresentato dall’avvocato Nicola Sabato, che ha dichiarato:"Le violenze sessuali sono una piaga di questa città".


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