Ciro Principessa a 30 anni dalla morte: il ricordo di Torpignattara

Festa popolare domenica 19 a Largo dei Savorgnan. Approvata mozione del VI municipio per l’intitolazione di una strada
di F. S. - 21 Aprile 2009

Aveva 23 anni, Ciro Principessa, giovane operaio di Torpignattara (anzi della sua zona più popolare: Villa Certosa) quando, la sera del 19 aprile del 1979, venne accoltellato da un giovane neofascista, Claudio Minetti (legato al famigerato Stefano Delle Chiaie), sui gradini della sezione del PCI Nino Franchellucci, sita in via Torpignattara n. 97. Venne accoltellato perché era andato dietro a quel giovane sconosciuto che, pochi minuti prima, aveva prelevato un libro dalla biblioteca della sezione, rifiutandosi di dichiarare le proprie generalità.

Ciro lo aveva seguito perché voleva parlare con lui, e soprattutto voleva indurlo a parlare, a spiegare perché si era fermato proprio lì e a prelevare un libro senza dir niente, senza intavolare un dialogo, come normalmente accadeva per chiunque, anche se sconosciuto, fosse entrato in quella sezione che era sempre aperta a tutti, ai giovani del quartiere innanzitutto. Quel Minetti si era semplicemente voltato, aveva colpito al petto Ciro e poi, di corsa, allontanato fino a raggiungere la prima traversa sul marciapiede opposto a quello su cui si affacciava la sezione e, una volta svoltato l’angolo, si era rifugiato nel primo baretto che aveva incontrato.

Lì era stato catturato dalla polizia e, successivamente, tanto le indagini che il processo, avevano messo in evidenza, da una parte la sua frequentazione degli ambienti neofascisti della capitale e, dall’altra il suo precario equilibrio mentale. Ciro morì il giorno dopo, dissanguato. Il 24 si svolsero i funerali, con la presenza di circa diecimila persone, che accompagnarono il feretro da Torpignattara fino al Verano. I suoi compagni, ma soprattutto la gente del quartiere, lo hanno ricordato, in questi ultimi 30 anni, ad ogni ricorrenza del 19 aprile, con la deposizione di corone sotto le lapidi che, tanto a via Torpignattara, quanto a Largo dei Savorgnan, ne ricordano la tragica uccisione.

Quest’anno, nel 30° anniversario, il comitato di quartiere di Villa Certosa e i suoi antichi compagni hanno voluto ricordare Ciro con una festa spontanea che, nonostante la pioggia, ha visto una grande partecipazione popolare con musiche, testimonianze e, soprattutto, la rimpatriata di persone che, da molti anni, avevano perso i contatti perché trasferiti in altri quartieri o, in molti casi, in altre città. Tutti hanno voluto ricordare quel ragazzo umile, immigrato dalla Campania, che aveva avuto un’infanzia difficile e che, entrato nella FGCI, aveva manifestato una grande voglia di riscatto sociale e culturale e una grande sete di sapere. Hanno voluto ricordare il suo attaccamento alle istituzioni democratiche, in un periodo in cui queste erano messe a dura prova dall’attacco dei diversi terrorismi e da parte della “strategia della tensione”. Hanno voluto ricordare la sua partecipazione, pochi mesi prima, ai funerali dell’operaio genovese Guido Rossa, assassinato dalle BR.

La commemorazione di Ciro è proseguita il giorno dopo, lunedì 20, a livello istituzionale, con una seduta straordinaria e aperta del Consiglio del VI Municipio. All’ordine del giorno una mozione, illustrata dal consigliere Sandro Santilli (Sinistra Arcobaleno), in cui si chiedeva al Presidente l’impegno a richiedere al Comune l’intitolazione di una strada (o di un giardino) a Villa Certosa al nome di Ciro Principessa. Molti gli interventi a sostegno della proposta: tra questi, quelli dei consiglieri Proietti e Morgante (PD), quello del consigliere Politi (PDL) che, annunciando il voto favorevole alla mozione da parte dell’opposizione di centrodestra, ha voluto sottolineare il valore di superamento e di pacificazione che, anche con l’intitolazione di una strada ad un giovane “ingiustamente ucciso per le proprie idee”, si vuole offrire alle giovani e future generazioni.

Da parte sua il Delegato alla memoria storica del Municipio, prof. Francesco Sirleto, ha rimarcato l’insegnamento morale e politico che proviene da una vicenda come quella di Ciro: la difesa dei valori costituzionali di tolleranza, di solidarietà, di democrazia, di accoglienza che, in questi ultimi tempi, “troppi e ripetuti episodi di aggressione a sfondo razzista stanno mettendo in pericolo”.

La mozione per Ciro è stata, in conclusione, approvata con 16 voti favorevoli e 1 astensione (il consigliere della Lista Grillo). Dopo la seduta del Consiglio municipale anche nella sede di Rifondazione comunista di via Bordoni è stato ricordato Ciro, con interventi di Bianca Bracci Torsi, Heidi Giuliani (madre di Carlo Giuliani), Lina Principessa (sorella di Ciro), e molti altri ancora.

Serenella

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