Civita Castellana, blitz di Casa Pound al comizio di Sandro Ruotolo

Zingaretti: "solidarietà a Ruotolo per aggressione"
Enzo Luciani - 11 Febbraio 2013

Alcuni militanti di Casapound, questa mattina 11 febbraio, hanno effettuato un blitz nella sala Pablo Neruda a Civita Castellana, durante un comizio elettorale organizzato da Rivoluzione Civile, a cui era presente Sandro Ruotolo, candidato alla presidenza della Regione Lazio. Alcuni ragazzi hanno mostrato uno striscione con lo slogan "Ruotolo maleducato" e hanno urlato insulti, lanciato sedie e fumogeni, mentre le persone presenti si allontanavamo spaventate.

L’irruzione è stata scatenata da un episodio avvenuto alcuni giorni fa. Il giornalista Ruotolo si era rifiutato di stringere la mano a Simone Di Stefano, anch’egli candidato alla Regione per Casa Pound. «Sono orgogliosamente antifascista e ho deciso di non stringere la mano al candidato di Casapound, che come me corre per la presidenza della Regione Lazio», aveva detto Ruotolo.

Il gesto non è piaciuto agli esponenti di Casapound che dopo aver rivendicato "la pacifica contestazione" hanno affermato: "Evidentemente non tutti sono stati fortunati come noi che abbiamo potuto ricevere un’educazione adeguata – afferma Alberto Mereu, responsabile locale e candidato al consiglio regionale del Lazio di Cpi – Perciò ci siamo sentiti in dovere di ‘riprendere’ Ruotolo, che alla tenera età di 58 anni non ha ancora imparato a relazionarsi con i suoi avversari politici’’.

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Solidarietà a Ruotolo da Gianfranco Fini e dal candidato alla Presidenza della Regione Lazio per il centrosinistra, Nicola Zingaretti che dichiara: “La vile aggressione di cui è stato vittima questa mattina Sandro Ruotolo da parte di alcuni militanti di Casapound è un episodio vergognoso che non può trovare alcuna cittadinanza soprattutto in un periodo elettorale dove a maggior ragione deve essere garantita a tutti la libertà di espressione. Episodi come questo riportano indietro le lancette agli anni più bui delle violenze e del predominio dell’odio sul confronto. Esprimo quindi la mia personale solidarietà a Sandro Ruotolo e sono certo che non si farà scoraggiare da queste intimidazioni ma continuerà, come ha sempre fatto, a portare avanti le sue battaglie con coraggio e determinazione". 

Nel frattempo il candidato premier di Rivoluzione Civile, Antonio Ingroia, dopo l’aggressione ha chiesto al ministero dell’Interno "che venga garantita a tutti i candidati la sicurezza e la libertà nel partecipare a una campagna elettorale già fin troppo aggressiva e violenta nei toni". 


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