Clarke: positiva la diffusione delle bioplastiche

A Roma record di raccolta dell'organico
Enzo Luciani - 23 Luglio 2011

“La notizia che già il 93% dei cittadini è a conoscenza del divieto – scattato dal 1° gennaio 2011 – di commercializzare i classici sacchetti di plastica per fare la spesa, per Ama e per la città di Roma è molto positiva poiché l’Amministrazione della Capitale, guidata dal Sindaco Alemanno, si è sempre dimostrata sensibile al tema e ha promosso fin dal suo insediamento la sostituzione delle buste in polietilene, altamente inquinanti, con sacchetti biodegradabili e compostabili”.

Lo ha dichiarato il Presidente di Ama, Marco Daniele Clarke, intervenendo alla conferenza stampa organizzata oggi da Assobioplastiche per presentare i risultati di una ricerca Ispo sulla conoscenza dei nuovi bio-shoppers tra la popolazione italiana.

“L’entrata in vigore della normativa sul divieto di produzione e commercializzazione delle buste di plastica non biodegradabili per l’asporto di merci – ha affermato Clarke – è importante innanzitutto perché ha contribuito alla riduzione complessiva dei rifiuti prodotti: si è infatti finalmente riscoperto l’impiego delle sporte (riutilizzabili), con una riduzione del consumo di buste “usa e getta” che va dal 20 al 40%. Il secondo effetto positivo delle nuova normativa è legato alla possibilità di utilizzare in maniera più diffusa i sacchetti in bioplastica per contenere gli scarti organici differenziati. L’Azienda Municipale Ambiente di Roma, in tutte le zone della città in cui è stata attivata la raccolta differenziata “spinta”, fornisce all’utenza proprio le buste in bioplastica per conferire separatamente gli scarti alimentari e organici. L’impiego dei sacchetti in bioplastica è previsto in rapida crescita, poiché il nostro obiettivo è di passare dagli attuali 420mila cittadini raggiunti dalla raccolta differenziata “spinta” a 700mila cittadini entro il 31 dicembre 2011 e poi a 1 milione entro il 2012. Nel 2010, nella Capitale, la raccolta dell’organico è aumentata del 54% rispetto al 2009, raggiungendo le 68mila tonnellate: ciò fa di Roma, insieme a Torino, il comune che in Italia raccoglie i quantitativi più alti di rifiuti organici. L’eliminazione dei materiali plastici tradizionali che, in forma di sacchi per contenere i rifiuti, giungevano presso il nostro impianto di Maccarese, ha consentito di migliorare il processo di compostaggio degli scarti alimentari. L’impiego ancora più diffuso dei sacchetti biodegradabili e compostabili contribuirà pertanto in maniera determinante a perseguire gli obiettivi di efficienza nella trasformazione dei rifiuti organici e di miglioramento della qualità del compost (fertilizzante naturale) che se ne ricava”. 


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