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Clima di censura per festeggiare la Libertà

Il No del Comune al cinema Aquila, per una proiezione in ricordo del G8 di Genova
di Federica Nalli - 24 Aprile 2009

A pochi giorni dalla festa di liberazione del 25 aprile, nelle sale del cinema Aquila, in VI municipio, aleggia lo spettro della censura, in seguito al divieto da parte del IV e XV dipartimento, di proiettare il film “Governare la paura” e il dibattito sull’omonimo libro, in memoria del G8 di Genova.

L’incontro che si sarebbe dovuto tenere al Nuovo Cinema Aquila con Massimo D’Alema e Concita de Gregorio, è stato vietato dal Campidoglio perché ritenuto una manifestazione politica.

Altre volte l’Aquila aveva affittato le sale a forze politiche sociali, ma il Comune non era mai intervenuto per vietare o autorizzare la proiezione. 

“Il precedente regime – ha dichiarato Vittorio Marinelli, responsabile per il Lazio dell’Iitalia dei Diritti – aveva almeno lasciato un piano regolatore generale, mentre questo porta solo al ridicolo”.
“Il sindaco non se la può cavare scaricando le colpe sugli amministrativi quando, dietro questo diniego, c’è una ben chiara volontà politica, figlia di un clima di intolleranza che in questi mesi pervade la nostra città. Vietare un’iniziativa pubblica, organizzata dal maggior partito di opposizione, è un segnale – che anche in prossimità della festa liberazione del 25 aprile – sarebbe stato da non dare” è quanto ha dichiarato da Riccardo Milana, segretario del PD di Roma.

Perplessità e sbigottimento trapelano anche dalle parole di Gianluca Santilli, membro dell’esecutivo romano del PD e consigliere del VI municipio:- “Il fatto che il diniego sia giunto solo tre ore prima dell’inizio della manifestazione, proprio mentre durante lo svolgimento del consiglio del Municipio Roma 6 veniva presentata da un consigliere del Pdl una question time proprio su questo argomento mi lascia perplesso, forse non si tratta solo di un errore come ha dichiarato il Sindaco di Roma”.

Il vicepresidente del Municipio VI, Antonio Vannisanti ha sottolineato che il Municipio risponderà con un’iniziativa pubblica sui fatti di Genova e in ricordo di Carlo Giuliani ed ha aggiunto:- “I nostri quartieri, che sono quelli di Roma città aperta, di lunga tradizione democratica, non accettano questa arroganza”.


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