Clima impazzito. È l’ora dell’adattamento ai cambiamenti climatici

Redazione - 16 Luglio 2021

I violenti nubifragi che hanno interessato molti Paesi del Nord Europa e in particolare la Germania, i continui temporali e le forti grandinate che stanno mettendo in ginocchio l’agricoltura delle nostre regioni settentrionali, i quasi 50 gradi di temperatura mai registrati a memora d’uomo in Canada, non necessitano di ulteriori commenti: “la tanto tenuta catastrofe climatica, predetta da tempo dai climatologi, è iniziata!” L’estremizzazione di fenomeni meteo-climatici su tutto il nostro pianeta non saranno più rari eventi episodici, ma normale routine. E’ allora non ci rimane che adattarci a ciò che ci aspetta già “da domani”. È necessario e non più rinviabile un piano serio di adattamento ai cambiamenti climatici.

A questo problema, che ormai interesserà tutto il bacino del Mediterraneo, alcuni enti ed associazioni ambientaliste ci hanno pensato e si sono mobilitate, oltre a ciò anche due università italiane hanno previsto di offrire risposte concrete: La Sapienza di Roma e la Tuscia di Viterbo. Si è pensato di progettare nuove professioni, tali da affiancare amministrazioni pubbliche locali, come i comuni, e singoli cittadini nella inevitabile fase dell’adattamento.

Al Dipartimento di Chimica della Sapienza il 20 settembre prossimo partirà il primo corso per la formazione di “Genieri della protezione Ambientale e Climatica”. Figure queste da mettere a disposizione di tutte le amministrazioni comunali europee. Sono in particolare 3 enti che hanno deciso di dare un fattivo contributo a questa situazione climatica: Ecoitaliasolidale, EURISPES e Marevivo. Non solo nel sostenere una nuova figura professionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici, ma per tutta un serie di impegni legati al mare e all’educazione specifica nelle scuole. Per il Mare è nato così il “progetto Mediterraneo” che prevede già a partire dal prossimo ottobre la creazione di una rete di “Osservatori del mare” capaci di monitorare la qualità delle acque, la temperatura e la presenza di inquinanti e plastica. Per ogni città di mare gli organizzatori prevedono di individuare persone all’altezza del compito.

Nel progetto di questa rete è previsto di formare esperti, in contatto con tutte le Capitanerie di Porto, capaci di intervenire sui mammiferi spiaggiati e sulle tartarughe ferite. Si prevede anche di distribuire ai diportisti, ma anche alle compagnie di navigazione, schede (già elaborate), per il rilevamento di inquinamento e plastiche alla deriva sul mare.

Oltre a ciò per le scuole di ogni ordine e grado è stato predisposto un programma, già presentato al MIUR, capace non solo di sensibilizzare i giovani ai cambiamenti climatici e alle sue ripercussioni su ambiente, salute ed economia, ma di responsabilizzarli al punto di trasformarli in soggetti attivi contro la crisi climatica.

“Non c’è più tempo di rinvii…è tempo di agire!” Questo è quanto è stato detto alla conclusione della recente conferenza sul clima organizzata dal Ministero dell’Economia e dalla Banca d’Italia in seno al G20 di Venezia. A questo appello hanno dato subito la loro disponibilità a collaborare: Piergiorgio Benvenuti, presidente di Ecoitaliasolidale, Rosalba Giugni, presidentessa di Mare Vivo, Ennio La Malfa, fondatore di Accademia Kronos, Marco Ricceri, Segretario nazionale di Eurispes. Da questa alleanza per il clima è nato anche il progetto per la realizzazione di un portale web capace di rispondere ad una serie di problemi indotti dai cambiamenti climatici a disposizione di tutti i comuni ed enti territoriali.

I personaggi che per primi hanno risposto all’appello dell’ultimo G20, invitano associazioni, enti e singoli cittadini ad unirsi a questo progetto di contenimento sugli effetti negativi prossimi venturi prodotti dai cambiamenti climatici. E’ possibile aderire inviando un’email a: ecoitaliasolidale2020@gmail.com.


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