Clochard carbonizzati nel sottopasso di Corso Italia

Avevano acceso un fuoco di fortuna per ripararsi dal freddo. Il cordoglio di una città
Enzo Luciani - 28 Gennaio 2013

Ieri 27 gennaio i corpi di due clochard sono stati ritrovati carbonizzati nel sottopasso di Corso Italia, nei pressi di via Veneto, in seguito ad un incendio divampato nel tunnel. Dalle ricostruzioni degli agenti, intervenuti sul posto, sembrerebbe che a causare l’incendio sia stato un fuoco acceso dai due per riscaldarsi dal freddo. Secondo i medici i clochard sarebbero prima morti per asfissia e poi carbonizzati dalle fiamme. Vicino ai corpi sono state trovate coperte e bottiglie di liquore. La procura di Roma ha aperto un fascicolo. 

Intanto le condizioni dei senzatetto nella capitale si fanno sempre più critiche. Il vicesindaco Sveva Belviso ha lanciato un appello ai cttadini: "Aiutate l’Amministrazione ad intercettare casi di disagio nascosti. Una tragedia della solitudine rispetto alla quale bisogna tenere costantemente alta l’attenzione. Siamo in attesa di conoscere l’identità di queste due persone e sapere  se fossero state raggiunte dai nostri servizi sociali che, soprattutto d’inverno, effettuano dei sopralluoghi nei luoghi maggiormente frequentati dai senza fissa dimora per offrire loro accoglienza – ha continuato Belviso – L’Amministrazione capitolina è impegnata tutti i giorni dell’anno, in particolar modo nei mesi più freddi, per offrire aiuto a chi è in difficoltà, ma ci sono casi nascosti di persone che preferiscono nascondere il proprio disagio a costo di rischiare la vita e un aiuto importante può venire dai cittadini. Per questo mi appello alla loro sensibilità. Ricordo che c’è il numero verde dedicato alle emergenze sociali, l’800440022, attivo tutti i giorni h24: segnalare una situazione di difficoltà può significare salvare una vita”.    “Non voglio entrare in polemica con il vicesindaco Belviso e con il suo appello rivolto ai cittadini teso a denunciare tale genere di contesti, ma la Commissione Sicurezza, che si occupa specificatamente di monitoraggio delle situazioni di degrado e illegalità del territorio, lavora quotidianamente decine e decine di segnalazioni provenienti dalla cittadinanza e, puntualmente, le formalizza per mezzo di apposite denunce inviandole alle Autorità competenti”, cosi dichiara in una nota Fabrizio Santori, Presidente della Commissione Sicurezza di Roma Capitale, in merito alla tragedia avvenuta oggi nel sottopasso di Corso Italia che ha portato alla morte di due clochard rimasti carbonizzati mentre tentavano di ripararsi dal freddo attraverso fuochi di fortuna.   “Tra i diversi siti segnalati figurano anche i sottopassi di Porta Pia e quello i Corso Italia, da tempo interessati da situazioni di degrado, di illegalità e anche, purtroppo, di casi sociali da attenzionare con il dovuto rigore. Il problema è che tale genere di eventi non dovrebbero appartenere a una città come Roma e che quanto segnalato dalle Commissioni e dai singoli consiglieri municipali rappresentano non futili denunce ma il megafono di appelli lanciati dai cittadini che né noi né loro vorrebbero vedere cadere vanamente nel vuoto”. “E allora non vorremmo che si tratti, anche in questo caso, della classica tragedia annunciata. Come quella che denunciai diversi anni fa in IX Municipio sul campo nomadi di Via Appia, che rimase inascoltata fino a quando, il 6 febbraio  del 2011, si arrivò alla tragedia di quattro bimbi rom rimasti carbonizzati. Anche in quel caso si parlò di tragedia imperdonabile, anche oggi se ne parlerà, e intanto si ignorano quelle che sono grida di aiuto e di denuncia della cittadinanza”.    “I fatti di questi giorni sono la cartina tornasole di questi anni, sempre più scandali ed inchieste travolgono uomini vicini al sindaco Alemanno, addirittura, a quanto sembra, la sua stessa segreteria. Vicende oscure che molto spesso sono legate a fondi pubblici strappati dalle tasche della comunità. Intanto, fuori dal Palazzo, lo stesso che ha cancellato il tradizionale pranzo in ricordo di Monsignor Di Liegro, dedicato proprio ai più deboli, gli ultimi sono sempre più abbandonati.  La drammatica tragedia di questa notte, che ha coinvolto due senzatetto morti perché cercavano di scaldarsi, ne è l’ultimo esempio. I dati Caritas confermano un consistente aumento della povertà anche in questa città, mentre Gianni Alemanno e i suoi compari sono interessati solo a spartirsi il potere, pensando più alle proprie famiglie che quelle dei romani”.   A criticare le politiche sociali attuate dal Campidoglio Domenico Durastante (PD), Consigliere del XII Municipio. "Sono morti perché la città e il Sindaco li ha dimenticati – afferma Durastante  – "Non possiamo continuare a far finta di non vedere il dramma di tanta gente a cui viene dato asilo e nessun supporto, Alemanno intervenga con aiuti concreti. La risposta non possono essere i soliti sgomberi. Ho provato anche a chiamare il numero SOS 800440022, per chiedere di aiutare alcuni ragazzi e la risposta è stata: Non c’è posto!"   "Ci ricordiamo del "problema" rifugiati solo quando accade una tragedia" – continua Durastante – "come la violenza alla ragazza in Via dei Villini (i colpevoli sono stati consegnati subito dagli stessi rifugiati che vivevano nell’ex ambasciata) e il conseguente sgombero."   "Ricordo che di 50 ragazzi cacciati via e senza un posto dove andare, ben 28 avevano trovato rifugio nel sottopasso della Via C. Colombo all’EUR, in una condizione disumana eppure voluta dalla Protezione Civile, di cui il PD chiede da tempo la chiusura definitiva."

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