Colli Aniene: Dolce e… salato sequestro

Dall'8 agosto chiuso dalla Polizia Locale i bar e il giardino di piazzale Loriedo
di Federico Carabetta - 12 Agosto 2017

 

Sono quattro giorni che a Colli Aniene ci si sente come amputati e defraudati. Il centro del quartiere e posto più attraente perché il più fresco nella calura opprimente, ha visto serrare dai Vigili i battenti e pure i cancelli. Per battenti intendiamo quelli del bar-ristorante e per cancelli, quelli del giardino antistante. Parliamo del complesso conosciuto come Dolce e Salato di Piazzale Loriedo a Colli Aniene. Dal giorno 8 agosto 2017 infatti, tutto è deserto e sono chiusi sia il bar-ristorante che anche il relativo parco con le fontane. Sono quindi quattro giorni di niente caffè allo scroscio degli alti pennacchi d’acqua e niente verde per i bambini con accompagnatori, anziani e frequentatori di tutte le età. E sono pure quattro giorni che i lavoratori del locale, per tirare a campare, possono solo contare sulla generosità del loro datore di lavoro.

Vano il ricorso al TAR del gestore

Mi astengo dall’azzardare commenti verso il provvedimento che fa certamente parte dell’opera di normalizzazione intrapresa dalla giunta Raggi. Luce sul fatto viene dalla presidente del IV municipio Roberta Della Casa che indica, come causa della chiusura, abusi accertati a partire dal  2016 e che ha come conclusione fatto apporre i sigilli all’esercizio da parte della Polizia Locale. Vano il ricorso del gestore al TAR e anche al Consiglio di Stato che ha ritenuto insussistenti i presupposti perché il provvedimento fosse sospeso.

La tribolata vicenda di piazzale Loriedo

Chi scrive ha seguito negli anni tutta la tribolata vicenda di Piazzale Loriedo ad iniziare dalla presentazione del progetto da parte dell’architetto Pellegrini, fino alla realizzazione della piazza con annessi e connessi, sente perciò maggiormente il disappunto per la deprivazione di quel luogo. Un luogo che, fin dalla sua inaugurazione avvenuta nei primi mesi del 2008, è subito entrato nel cuore dei collianiensi. Anche se, come è fatale, ci furono critiche di chi non riuscì (ed ancora non riesce) ad accettare che quel giardino pubblico fosse gestito da un privato e che, orrore, questo privato  avesse a conseguirne un utile. Senza però tener conto che per mantenere quel giardino, ci vogliono soldi e che i soldi non nascono sugli alberi da frutta, e che proprio in virtù di quell’utile e di quella discussa gestione del bar-ristorante, Colli Aniene poteva godere di un parco nel suo centro, sicuro e decoroso punto di socializzazione e ritrovo, ideale per spettacoli, eventi, di libero svago, riconosciuto qualitativamente invidiabile perché comodo, protetto e sempre più che ben tenuto.Scrivemmo all’epoca  “dove le manifestazioni della maleducazione di qualche frequentatore vengono puntualmente rimosse, mentre i prati mostrano una cura quasi maniacale”. Perché, se si esclude il parco della cooperativa Aurora ’82, Colli Aniene non aveva mai visto un decoro simile ed un così possibile multiforme utilizzo.

Correggere gli abusi e chiarire doveri e confini

Ora, i collianiensi che improvvisamente si trovano privati di tanto bene, si accorgono del suo valore e chiedono che i cancelli e le porte vengano riaperte; che gli abusi vengano magari abbattuti, sanati, il responsabile sanzionato, che la burocrazia si smuova dal letargo e che al più presto tutto il complesso venga reso godibile alla cittadinanza. Perché, a parte i periodici problemi alla fontana, e qualche sconfinamento con tavolini e sedie, la gestione del privato ha funzionato. E poi, in definitiva, corretti gli abusi, per mettere fine alle lamentele, basta mettere in chiaro, come abbiamo da anni ripetutamente quanto inutilmente chiesto alla precedente giunta municipale, quali sono esattamente i doveri del gestore e i confini tra il bar-ristorante e il giardino pubblico.

Finiamo con rivolgere la domanda al Municipio e al Comune, domanda che ci viene ripetuta all’infinito dai nostri lettori e che suona così: quando potremo fruire di nuovo di questo spazio che tanta attesa e tanti soldi ci è costata? Quando i lavoratori potranno riprendere il loro posto?

Foto archivio F. Carabetta:
  1. La fontana di Piazzale Camillo Loriedo
  2. Il giardino come luogo collaudato di spettacolo

Commenti

  Commenti: 3

  1. Gabriele Serrelli


    Cito: “…a parte i periodici problemi alla fontana, e qualche sconfinamento con tavoline e sedie…”. Tutto qui, secondo lei? Ma dove vive?
    Il Dolce e Salato, per chi ha la sventura di abitare sui palazzi che si affacciano sull’attività, costituisce un problema ben più serio. Si comincia la mattina, già alle sette (a volte anche prima), con il simpatico rumore del soffiafoglie; e ciò tutti i giorni della settimana, domenica compresa.
    Si prosegue poi con l’attivazione della fontana. Ha idea dell’impatto acustico che provoca la fontana con i suoi getti completi alla massima potenza? Chi ha progettato l’impianto si è mai accorto inoltre che il palazzetto (ex CMB di Carpi) posto di sguincio agisce da cassa di risonanza, riflettendo immagini e, soprattutto, suoni ai palazzi di fronte, in viale Bardanzellu? Il risultato è che il livello sonoro percepito in queste abitazioni è maggiore di quello udibile al piano stradale!
    Si giunge poi alle ore serali con la sfacciataggine della “musica dal vivo”, in barba a tutte le norme di contenimento delle emissioni sonore, delle licenze in virtù di certificazioni di impatto acustico, del convivere civile. Non è ammissibile monopolizzare quattro giorni alla settimana, dal giovedì alla domenica, per tutto il periodo estivo, solo per un proprio tornaconto commerciale, improntato unicamente al profitto. Si utilizzano gli spazi esterni a mo’ di balera, con bande musicali dalle ore 21,30~22,00 fino alla mezzanotte e, spesso, anche oltre. Chi abita nei dintorni ormai non può seguire serenamente un programma televisivo; non riesce a tenere una pacata conversazione a tavola; non riesce più a stare con le finestre aperte; non può leggere un libro, meditare, riposare, studiare; non riesce più a dormire! È vero che ci si trova in estate, ma la gente si trova pure a casa propria, ancora lavora e ha bisogno di riposo! Terminato l’idillio della musica a suon di decibel fuorilegge, si continua con il vociare, gli schiamazzi, le autoradio accese ad alto volume, le sgommate delle auto, la “civiltà” degli avventori. In fase di chiusura poi, a notte fonda, le operazioni di accatastamento dei tavoli e sedie vengono ovviamente fatte rumorosamente, ci mancherebbe. Si prosegue con la fuoriuscita degli ultimi clienti e/o dipendenti che naturalmente si attardano sul piazzaletto in conversazioni a voce alta, condite da risate sguaiate, schiamazzi, cori, e urla. A volte anche una bella partitella col pallone, con tanto di rumori, urla e incitamenti correlati, non ci sta male. Arrivare tranquillamente alle due, tre, quattro di notte è prassi consolidata. Le palazzine attorno al Dolce e Salato, ormai, vivono in funzione delle esigenze del Dolce e Salato. Fra un poco chiederemo noi al Municipio di zona la scia di abitabilità subordinata alla verifica delle nostre condizioni se compatibili e soprattutto che non interferiscano con l’attività di somministrazione musicata.
    Rimangono tre, quattro ore di riposo a notte, perché poi, alle sette, si ricomincia immancabilmente col simpatico soffiafoglie.
    Chi risente la mancanza del D&S, probabilmente non risente la mancanza di quattro giorni alla settimana per la musica dal vivo e comunque di tutta la settimana per gli schiamazzi ed i rumori.
    Mettetevela sotto casa vostra, questa situazione, dovendo riposare perché dovete lavorare. Vedremo, poi, se vi manca.


  2. Ora sarete contenti, potete dormire in pace. Con la chiusura del Dolce e Salato e’ stato chiuso l’unico posto di aggregazione del quartiere. Probabilmente, anzi sicuramente questo giardino fara’ la stessa fine di tutti gli altri giardini “non privati”; erba alta, rifiuti di ogni genere in attesa di un fantomatico ufficio giardini del Comune che non verra’ mai. Meglio dormire nella mondezza giusto! Ah no mi sbaglio penserete voi a pulire il giardino!

Commenti