Categorie: Lavori Pubblici
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Colli Aniene e piazza Loriedo

E' stata inaugurata il 29 febbraio dopo anni di attesa. Ora manca solo un'opera d'arte ad impreziosirla

I cittadini di Colli Aniene, quasi increduli e sorpresi, hanno voluto partecipare compatti all’inaugurazione di piazza Loriedo avvenuta il 29 febbraio 2008. L’evento era atteso da tempo. Per oltre dieci anni la sempre imminente inaugurazione di questa piazza era stato il vanto, come promessa, di ogni campagna elettorale.
Un po’ come l’infinito (nel senso che non vede mai la fine) complesso sportivo di via degli Alberini che ancora attende di essere consegnato ai cittadini, per non parlare della biblioteca nella ex Vaccheria Nardi.

Per portare a termine piazza Loriedo c’è voluta l’atipica commistione tra pubblico e privato. Non stiamo qui adesso a sottilizzare o a sindacare se l’intesa sia stata azzeccata o meno visto che la cosa è servita a sbloccare una situazione di perpetua sofferenza da parte dell’Istituzione pubblica.
Della bellezza o della bontà del progetto iniziale dell’Arch. Pellegrini si è già detto e contraddetto parecchio ogni volta che sembrava prossima la consegna al pubblico della piazza.
Sono discutibili colline e sottopassi esteticamente marginali, quando non attrazione fatale per writers, vandali e tiratardi, come è toccato in sorte a molte delle “cento piazze” di cui è stata pervasa la periferia di Roma negli ultimi quindici anni.

L’area però non tradisce l’idea antica di “piazza” come luogo di incontro e di svago. Tutt’altro. Ci manca un’opera d’arte. Si potrebbe proporre di inserire nel complesso di piazza Loriedo un’opera scultorea del Maestro Nena che vive ed opera nel V Municipio, famoso per le sue opere in Vaticano, in Italia e all’estero. Una sua scultura qualificherebbe per sempre l’area conferendole addirittura importanza e fama internazionale.
 
Ma al di là del giudizio estetico l’assieme della Piazza si presenta gradevole e ameno per chi volesse passare un po’ di tempo per bere un drink in compagnia o semplicemente per sedersi ed oziare in pace. I pioppi cipressini perimetrali, il mormorio delle fontane centrali, il verde delle aiuole, il traffico defilato di Viale Bardanzellu, sono tutti fattori di pregio che nel caos della città possono conciliare un “buen retiro” e se poi hai la fortuna di aver scelto un libro giusto il relax è assicurato.
Per il futuro di questo luogo non è di poco conto poi il fatto che l’area, munita di una severa recinzione, sia custodita dal gestore del bar e curata, per quanto riguarda il verde, l’acqua delle fontane e l’illuminazione, dal Comune di Roma.

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