Colli Aniene: riprendono le indagini sui roghi tossici di via della Martora e Via Severini

Una novità molto attesa dai residenti anche se la Procura della Repubblica ne aveva proposto l’archiviazione
di Federico Carabetta - 9 Dicembre 2012

In parole non auliche e sfrondate dalle ripetizioni necessarie inevitabili degli atti pubblici, riferiamo una notizia incoraggiante: il 22 novembre 2012 si sono riaperte le indagini sui roghi i cui fumi provenienti da via della Martora e Via Severini hanno appestato per decenni, e in parte ancora ammorbano, tutto un settore del quartiere di Colli Aniene. 

Dopo una apposita udienza dove si sono analizzati gli atti dell’esposto e presa in considerazione l’opposizione del Comitato di quartiere alla sua archiviazione, il GIP di Roma, in totale accoglimento degli atti presentati e per quanto l’avv. Francesco Salamone ha esposto nell’arringa tenuta all’Udienza in difesa del Comitato di quartiere Colli Aniene, ha disposto la riapertura delle indagini sui roghi, i cui fumi ricadono su Colli Aniene e zone limitrofe coinvolgendo migliaia di persone.

Inoltre, come sottolineato in tutti gli atti e ribadito in udienza, al fine di poter fare chiarezza sull’origine dei roghi e sull’individuazione dei responsabili, è stata disposta l’acquisizione d’ufficio presso varie Amministrazioni Pubbliche di numerosi documenti concernenti non solo gli interventi fatti per lo spegnimento dei roghi ma anche le misure adottate per cercare di risolvere il problema, ivi compreso l’assolvimento, da parte dell’Amministrazione, dell’obbligo di remissione in pristino dell’area interessata dai roghi e per il quale vi fu il primo sequestro.

Un po’ di storia: da decenni i residenti della parte meridionale del quartiere di Colli Aniene subiscono un danno impossibile da valutare nei suoi effetti deleteri sulla salute umana (e, aggiungiamo noi, sull’inquinamento del suolo con ricaduta sulle falde acquifere sottostanti). A provocarli è un fenomeno che una società civile dovrebbe prontamente soffocare sul nascere. Da decenni, infatti, nei campi – che ci infastidisce continuare a chiamare “campi nomadi” – si è continuato e continua a fare lucroso commercio di metalli sottratti, ovunque sia possibile, con danni economici incalcolabili, alla società civile. Nella maggioranza dei casi, per liberare il metallo dal suo rivestimento in gomma, anche vulcanizzata, e plastiche varie, si fanno immensi falò i cui fumi, sicuramente cancerogeni, attossicano inevitabilmente i cittadini che sventuratamente risiedono nelle vicinanze dei campi.

Incredibilmente, negli anni, alle legittime proteste dei cittadini, non solo di Colli Aniene (il fenomeno colpisce anche altri quartieri della Città), le istituzioni a qualsiasi livello, hanno fatto orecchie da mercante.

E’ stata infine la forte pressione della parte del residenti di Colli Aniene ormai allo stremo, nel mese di luglio 2011, ad indurre il CdQ a presentare un esposto alla Procura della Repubblica per denunciare nel V Municipio la presenza ingente di fumi tossici che recano grave danno alla la salute pubblica. Viene chiamato a rappresentare il Comitato di quartiere “Colli Aniene”, l’avv. Francesco Salamone.

Nel marzo 2012 però la Procura propone l’archiviazione dell’esposto per l’impossibilità di individuare i colpevoli del reato. Su consiglio dell’Francesco Salamone il Cdq si oppone alla decisione.

Siamo infine al 22 novembre 2012 quando, come già detto, il GIP di Roma dispone la riapertura delle indagini, facendo sperare a chi subisce questa incredibile sopraffazione che le leggi abbiano una buona volta la giusta osservanza e che ai cittadini venga assicurato il diritto di inspirare aria relativamente respirabile.
In seguito a ciò, l’’avv. Francesco Salamone ha rappresentato al Cdq:

"Ritengo che quella di oggi sia una grande vittoria, che deve farci acquistare fiducia non solo sui nostri mezzi (quando si vince in Tribunale, il successo non è mai soltanto dell’Avvocato difensore) ma anche sulla Giustizia. Auspico una pronta ripresa delle indagini (il termine dato dal GIP è di sei mesi) ed invito tutti Voi a dare comunicazione agli altri cittadini della presente notizia, anche attraverso la stampa e/o altri mezzi d’informazione curando la massima diffusione di questa buona notizia, anche per dare a tutti un segnale che la società civile, che si muove nel rispetto delle regole, è sempre premiata."

Il Cdq, da parte sua, ringrazia l’avv. Francesco Salamone “che con professionalità e senso civico si è prodigato e si prodiga per la vertenza. E ringrazia anche tutti i cittadini che si sono impegnati per salvare il territorio da ogni abuso in quanto il Cdq da solo non avrebbe mai potuto ottenere questo risultato".  


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