Come scegliamo gli Italiani di riferimento?

Riflessioni sulla selezione della qualità
Gigi Pr. - 10 Ottobre 2020

Mi piace il Giro d’Italia e anche il tennis. Al di la’ dello spettacolo in se’, che mi da’ piacere e gioia, i giorni scorsi mi hanno colpito molto due giovani campioni italiani, di 24 e 19 anni, Filippo Ganna e Jannik Sinner. Sono nuovi, sereni, forti fisicamente. Sono dei veri esempi per i nostri figli. Sono coscienti di essere forti, ma senza scontrosità, né tormenti, senza arroganza, né presunzione. Si sacrificano nella vita di tutti i giorni, senza lamentarsi, senza inveire né dare colpa agli altri. Giocano, si cimentano, danno tutti se stessi e alla fine anche i loro avversari più anziani li abbracciano, anche quando Ganna e Sinner perdono. E le loro rare sconfitte non aprono crisi di identità e rabbia autolesionista, non scoprono ferite interiori, né rabbia verso l’avversario con conseguente sfoghi sguaiati. Se qualcun’altro ti ha superato, pazienza, vuol dire che era più preparato di te e allora tu devi rimboccarti le maniche e costruire ancora meglio le tue qualità.

Se al posto di Ganna e Sinner mettiamo i nostri giovani politici, che vediamo?
Impreparazione cronica, confusione intellettuale, urla sguaiate superficiali e banali, incapacità di affrontare nel merito un problema serio che è uno, rabbia, scontrosità e odio per gli avversari, che hanno sempre torto.

Se è così, ci dobbiamo preoccupare di come noi elettori/spettatori ci comportiamo.
Innanzitutto dovremmo conoscere la gestione della cosa pubblica come conosciamo lo sport, così giudichiamo i protagonisti e li facciamo diventare campioni, se capaci, o impiegati in un sottoscala, se mezze tacche.

Poi partecipare come cittadini attivi alla politica, intervenendo, proponendo, discutendo, come facciamo quando andiamo a fare sport o ad assistere ad una gara, diretta leale e con le regole conosciute a tutti.

Come vorrei vedere l’impegno, la serenità, l’educazione, ma anche la voglia di superare ostacoli sempre più ardui, di Sinner e Ganna, invece dei mocciosetti senza arte né parte, che cercano solo poltrone, senza avere mai affrontato un giorno di lavoro vero o una difficoltà di tutti i giorni. prima di stare lì a scaldare le poltrone di pelle, la nostra, e gli animi degli ignoranti.

 

Gigi Pr.


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