Come un colpo di cannone…

di Ettore Visibelli - 14 Maggio 2015

NORDCOREA : «Si addormenta davanti a lui: Kim Jong-un fa giustiziare ministro con una cannonata». (Il fatto quotidiano, 14/05/15)

Forse amante della lirica, forse orecchiando il Barbiere di Siviglia, il semi demente dittatore nordcoreano ne ha inventata una nuova. Dopo Caligola che nominò senatore il proprio cavallo, dopo Nerone che incendiò Roma per cantarla, suonando la cetra mentre avvampava e attribuendone la colpa ai cristiani; dopo gli scellerati crimini di guerra commessi in nome della razza o di un distorto ideale, pensavamo che le bizzarrie della natura avessero chiuso un ciclo inquietante.

kimjungunUniformInvece no. Con l’avvento di Kim Jong-un al potere in Nordcorea c’è poco da stare tranquilli. Pur non facendomi condizionare dalla fisiognomica, né essendo un antropologo criminale di scuola Lombrosiana, è sufficiente osservare bene nel suo insieme il dittatore che fa giustiziare, con un cannone antiaereo, un suo generale, Hyon Yong-chol, colpevole di essersi abbioccato sonnecchiando durante una parata militare, dallo stesso dittatore presieduta. Basta osservarlo, perché in primo luogo il taglio dei capelli rivela la scelta di un coiffeur che, importato quasi certamente da Parigi, non se trova uno uguale in tutta Pyongyang. E poi il polimorfismo espressivo che riesce a mostrare durante le riprese che lo inquadrano ne danno l’immagine di un essere estroverso, capace di accattivarsi una simpatia immediata da chi lo conosce per la prima volta, come confermato da Razzi e Salvini che ne hanno intessuto le lodi.

Ad aprile 2015 l’agenzia di informazione nordcoreana riferisce che dall’inizio dell’anno sono stati fucilati (col fucile!) altri 15 alti funzionari attraverso la pratica delle esecuzioni pubbliche, viste come lo strumento per consolidare il potere ereditato a dicembre 2011 dopo la morte del padre, “l’amato leader” Kim Jong-il. Poi, però, nel 2013 Kim Jong-un ha fatto giustiziare Jang Song-taek, suo zio, tutore e numero due del regime, per “alto tradimento”, rilanciando i timori degli osservatori internazionali di una possibile instabilità politica nel paese, direi – con attendibilità – conseguenza principale della deficienza mentale del suo dittatore.

Visto dalla nostra parte, il pericolo maggiore è rappresentato dal fatto che il Nordcorea è detentore dell’atomica e certe armi pericolose non stanno bene nelle mani di un irresponsabile. Quindi sono i Paesi limitrofi che dovrebbero preoccuparsi di un cambio al vertice nello Stato confinante. Noi abbiamo altre rogne da grattare, altri psicopatici nostrani, prima di preoccuparci di Kim Jong-un, per fortuna sufficientemente distante per minacciare i nostri cabbasisi.


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