Commemorazione del 73° anniversario del bombardamento sulla Tiburtina

Ricordato il tragico evento del 3 marzo del 1944, durante l'ultimo conflitto mondiale
di Pericle E. Bellofatto  - 6 Marzo 2017

Si è svolta, venerdì 3 marzo 2017, in Largo Beltramelli, la commemorazione del 73° anniversario del bombardamento del nostro quartiere, avvenuto il 3 marzo del 1944, durante l’ultimo conflitto mondiale.

Davanti al monumento che ricorda il bombardamento, è stata deposta, da parte di due vigili urbani del IV Municipio, accompagnati da un trombettiere, che ha suonato il Silenzio, una corona in memoria delle vittime che, nel quartiere Pietralata/Portonaccio, furono più di 180, tra i lavoratori della ditta Fiorentini, sulla via Tiburtina ed altri civili colpiti nei dintorni.

Erano presenti alla cerimonia: la Presidente del Municipio IV, Roberta Della Casa, il Vice Presidente ed Assessore alle Politiche Sociali, Rolando Proietti Tozzi, l’Assessore alla Cultura, Claudio Perazzini, il Parroco di San Romano Martire, don Marco Fibbi, che ha benedetto la corona ed i presenti, la Dirigente ed alcune scolaresche della Scuola Guido De Ruggiero, l’autore del monumento ai caduti, alcuni rappresentati del Comitato di Quartiere Largo Beltramelli, a partire dal Presidente, Giuseppe Arsi, i parenti di alcune vittime, molti cittadini e, credo per la prima volta, uno dei superstiti, Franco Mariani (foto sotto a destra), che, all’epoca del fatto, aveva circa sette anni e sfuggì per un puro caso ad una morte quasi sicura, salvando, nel contempo, anche la sorella maggiore.

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Infatti, lei gli corse dietro quando Franco, impaurito dai primi tremendi colpi delle bombe, le sfuggì dalle braccia e fuggì verso l’uscita, poco prima che gli ordigni colpissero l’ingresso la grotta dove si erano rifugiati e facessero varie vittime; tra le quali un fratello e due nonni del Mariani.

Episodio, questo, che egli stesso ha raccontato alle scolaresche presenti, “per non dimenticare” ed affinché comprendano l’assurdità di ogni guerra e si impegnino a salvaguardare la pace. Parole di pace che tutti coloro che hanno preso la parola hanno sostenute.

I ragazzi della Scuola De Ruggiero, inoltre, hanno voluto ricordare la giornata con un bellissimo dipinto fatto, in diretta, su un grande foglio di carta bianco, sul quale hanno impresso il calco delle loro mani con diversi colori, traendo spunto da una bellissima e significativa poesia di Tali Sorek. E questo mentre una di loro leggeva la poesia, nella quale l’autrice diceva di

non avere:

il rosso, per il sangue dei feriti;

il nero per il pianto degli orfani;

il bianco per le mani ed il volto dei morti;

il giallo per le sabbie ardenti;

ma di avere:

l’arancio per la gioia per la vita;

il verde per i germogli e i nidi;

il celeste dei chiari cieli splendenti;

il rosa per i sogni e il riposo.

Nelle immagini: il monumento ai caduti con la corona deposta; parte dei presenti, tra i quali due parenti di vittime (signora con il cappotto rosso e signore con il giacchetto bianco); primo piano del superstite Franco Mariani; il dipinto della scolaresca.

 


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