Competenze – Croci – Coerenza ad alta velocità

Fatti e misfatti di febbraio 2013 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 23 Febbraio 2013

Competenze 

"Ci sono stati – ha chiesto il giudice Nunzia Gatto, durante il cosiddetto "processo Ruby", alla teste Lisney Barisonte – gesti di affetto tra lei e Silvio Berlusconi ad Arcore?" "Un bacio labiale". "Un bacio, cioè, francese?" "Un bacio francese, sì, ma voluto da me". "Bene".

Fine del determinante scambio di battute e, dunque, bene. Anzi, forse, benissimo. Perché, così, si è avuta ulteriore conferma che certi giudici sono preparatissimi in tutto. Fino al punto di conoscere che un bacio labiale si definisce, tecnicamente, francese. Anche se sui Codici non ve n’è traccia e chissà come e dove si saranno preparati nella importante materia. Senza che però nessuno, naturalmente e giustamente, stesse lì dietro a spiarli e a fotografarli durante l’apprendimento teorico e gli esercizi pratici.

Croci

"E’ stato un massacro – si è rattristato Oscar Giannino, a proposito dello scandalo dei suoi falsi titoli accademici vari, durante il comizio di chiusura del suo partito – e ora eccomi qua a portare la croce".

Ma con chi vuole prendersela? C’è, nella storia, chi ha portato una croce che non si era certo costruito con le sue mani. Oscar Giannino, invece, si è dato da fare anni e anni per costruire – con il legno di un "master" mai conseguito e con i chiodi di due lauree mai raggiunte – quella che è diventata la sua croce personale. Adesso, perciò, che cosa vorrebbe? Che qualche pia donna si soffermasse con il suo rosario davanti alle tappe del suo sofferente percorso? Suvvia, dottor Giannino, un po’ di serietà e di sobrietà. Senza alcun timore per la qualifica di dottore pur senza avere una laurea. Lui, infatti, è un giornalista professionista e tutti i giornalisti professionisti – chissà perché – hanno ampia licenza, anzi quasi il diritto, di qualificarsi e farsi chiamare dottori anche se con la sola licenza elementare.

Coerenza ad alta velocità

"Ma a che cosa serve l’ "Alta velocità" ferroviaria? – andava urlando, già da tempo, Beppe Grillo – A far viaggiare a 260 chilometri all’ora una mozzarella!"

Ebbene no. Proprio il venerdi della chiusura della campagna elettorale a Roma, infatti, l’ "Alta velocità" ferroviaria Milano-Roma è servita a far arrivare in tempo al comizio Gianroberto Casalegno il quale, dell’urlante Belle Grillo, è il silenzioso suggeritore di ogni "sparata" in piazza. Ed è servita a farlo arrivare in tempo, in appena due ore e 50 minuti, non come una mozzarella in un frigorifero, ma come un ricco passeggero su una poltrona comodissima della "business class". Avvolto in un’aura di significativa lucente coerenza.


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