Comune di Roma, addio carta

Il Campidoglio presenta il processo di 'informatizzazione' degli atti amministrativi
di Maria Giovanna Tarullo - 17 Novembre 2009

Roma parte con la "dematerializzazione" lasciando i documenti cartacei nella polvere degli archivi, in favore dell’arrivo dei primi documenti informatici.
La nuova iniziativa del Comune di Roma è stata presentata lo scorso martedi 17 novembre, presso il Campidoglio all’interno della conferenza stampa "i risultati del processo di dematerializzazione degli atti amministrativi del Comune di Roma", alla presenza del primo cittadino Gianni Alemanno e l’assessore alle Risorse umane Enrico Cavallari.
Il processo di «informatizzazione» prevede la conversione degli atti amministrativi dell’intero Comune di Roma durante i prossimi 18 mesi. I primi ad usufruire del nuovo servizio a partire dal mese di novembre saranno il dipartimento del Patrimonio e della casa ed il dipartimento delle Risorse economiche, includendo anche il XII e il XVIII Municipio, per un volume complessivo di circa 675.000 documenti.
Il Comune di Roma si collaca attulamente al settimo posto per tonnellate di carta prodotta ogni anno, in base alle stime del Politecnico di Milano si ridurebbe il consumo di carta in ragione di un milione 540 mila chili ogni anno, pari a 22 mila alberi non abbattuti.
Inoltre il costo dell’intero ciclo di gestione documentale cartaceo (trasmissione, protocollazione, copiatura, conservazione) costa all’intera amministrazione comunale circa 85 milioni di euro, con la produzione di circa 5,5 milioni di documenti annuale. Tradotto in cifre, questo aumento d’efficienza è stimato in circa 10 milioni di euro dopo il primo trimestre 2010 e in 50 milioni annui nel 2011, a processo ultimato.
Gianni Alemanno ha dichiarato a rigurado: «Da una situazione di retroguardia della struttura amministrativa, Roma si collocherà come avanguardia. Il processo non comporterà solo un risparmio in termini economici e ambientali, ma anche di visibilità e tracciabilità nel rapporto con il cittadino-utente. Un passo deciso verso l’idea di un Comune come casa di vetro». Mentre l’assesore Cavallari ha spiegato: «Attualmente, spendiamo circa 15 euro a documento per un totale di 85 milioni annui. I 5,5 milioni di documenti sono cosi: divisi: 2,5 in entrata, 2 per comunicazioni interne, 200.000 misti, ed 800.000 in uscita. Con questo progetto si elimina tra il 65% e l’85% di questa carta con quattro diversi tipi di benefici: economico – risparmiando 10 milioni di euro entro il primo trimestre e 50 entro i 18 mesi -; ambientale – con un risparmio di 19 milioni di fogli di carta pari ad una superficie verde di 1,2 chilometri quadrati –; di tempo, nonché di spazio, con l’eliminazione fisica degli archivi. «Abbiamo la tecnologia e la piattaforma amministrativa – ha detto l’assessore – Bisogna cambiare la cultura puntando all’uso del protocollo informativo da parte del personale».

 


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