Con un assegno falso di 200.000 euro tenta di acquistare materiale informatico

Fermati due napoletani di 50 e 60 anni
Enzo Luciani - 13 Novembre 2012

In viaggio da Napoli a Roma, a bordo di un’autovettura senza copertura assicurativa, con documenti falsi ed un assegno rubato di circa 200.000 euro.

E’ quanto hanno scoperto gli agenti del Commissariato Torpignattara, diretto dal dr. Ermanno Baldelli, che hanno sottoposto a fermo di polizia per il reato di ricettazione e possesso di documenti falsi due napoletani di 50 e 60 anni.   Il controllo è stato effettuato dai poliziotti in via Dignano d’Istria quando i due, entrati all’interno di un ufficio di una società che si occupa della vendita di materiale informatico ed elettronico, stavano probabilmente tentando di acquistare della merce. Un codice fiscale ed un tesserino sanitario falsi, oltre ad una carta d’identità anch’essa falsa e sulla quale  era stata preventivamente sostituita la foto dell’ intestatario con la foto di uno dei due. All’interno di una cartellina per documenti, anche un assegno del valore di circa 200000 euro, risultato rubato, ma il cui furto non era stato ancora denunciato. Questo è quanto rinvenuto dai poliziotti al momento del fermo.   L’ingente cifra di denaro indicata sull’assegno, secondo la prima ricostruzione degli investigatori, costituiva il risarcimento per un sinistro liquidato da una compagnia di assicurazione all’intestatario dell’assegno e dei documenti in possesso dei due napoletani. All’esterno dell’ufficio della società i poliziotti hanno proceduto anche al sequestro dell’autovettura che i due avevano utilizzato per raggiungere la capitale. L’auto infatti è risultata essere priva di copertura assicurativa e con  un contrassegno falso apposto sul parabrezza.   Accompagnati negli uffici del Commissariato,  V.L. e P.U., già noti alle forze dell’ordine, sono stati sottoposti a fermo di Polizia, mentre gli investigatori proseguono le indagini per accertare come i due siano entrati in possesso dell’assegno. Il fenomeno è del resto ben noto agli investigatori.   I truffatori, infatti, riuscirebbero  in molti casi ad entrare in possesso degli  assegni emessi come risarcimento danni dalle compagnie assicurative. Approfittando dei  tempi tecnici di spedizione, riuscirebbero a “procurarsi “documenti falsi con le generalità degli aventi diritto, tentando in maniera apparentemente legittima  di entrare in possesso dei relativi importi o di parte di essi.

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