Concussione. Arresti nel Decimo municipio

Provvedimento cautelare per un geometra dell’ufficio tecnico. Nuove dichiarazioni del Presidente Medici e del Sindaco Alemanno
di Aldo Pirone - 16 Novembre 2009

Continua l’inchiesta avviata con il blitz del 10 ottobre ottobre 2009. 
Gli agenti della mobile si sono presentati venerdì mattina in X Municipio e hanno proceduto all’arresto di Domenico Giustini geometra dell’Ufficio tecnico. Il provvedimento cautelare è stato emesso dal gip Carmine Castaldi su richiesta del pm Assunta Cocomello. L’accusa è quella di corruzione e concussione per ‘’mazzette’’ di 70 mila euro estorte al proprietario dello Sporting Village Claudio Callegari di via Polia allo Statuario per autorizzarne l’ampliamento. Nell’ambito di questa stessa vicenda la procura aveva chiesto anche l’arresto di un vigile urbano in servizio presso lo stesso X Municipio, accusato di concorso in concussione. La misura però non è stata accolta dal gip. Prosegue così con questo arresto lo scandalo che già aveva occupato le prime pagine delle cronache cittadine nelle settimane scorse e che aveva avuto un’eco anche in Consiglio municipale dove era stata votata all’unanimità una mozione sull’accaduto. Gli agenti hanno sequestrato al tecnico un vero e proprio ‘’libro mastro’’ con l’elenco di tutti coloro ai quali, nel corso degli anni, è stata estorta una ‘’mazzetta’’ di varia entità per avere i nulla osta necessari per ristrutturare, ampliare, cambiare destinazione d’ uso, aprire o trasformare. Un preciso prezzario: mille euro per un’ insegna; 1.100 euro per una variante; 2.500 per la ristrutturazione di casa ecc. Nello scorso ottobre gli investigatori avevano già scovato un’agenda con oltre 200 nomi con vicino registrata la cifra ancora da incassare. Per le vittime concusse non c’era scampo. Per chi non pagava scattava la ritorsione: ispezioni dei vigili urbani, blocco dei lavori, sequestro dell’ immobile. Al setaccio degli inquirenti anche la posizione di un dipendente del IX dipartimento del Comune, ufficio adibito al rilascio della concessioni edilizie.

‘’Non credo che in questo Municipio ci sia un sistema organizzato del malaffare, credo invece, che siamo in presenza di un doloroso caso isolato – ha detto Sandro Medici, presidente del X Municipio di Roma – Questa vicenda ci ha choccato un po’ tutti: Giustini lavorava qui da oltre 10 anni, una persona normalissima, sposata e con figli. Mai avremmo immaginato una cosa del genere. Vederlo in manette mi ha ferito. L’ho trovato inoltre molto provato e molto dimagrito’’.
Ma secondo gli inquirenti, il geometra potrebbe essere la punta di un iceberg in una rete di tangenti molto più ampia. Non un caso isolato dunque.

Il Sindaco Gianni Alemanno ha chiesto per parte sua ‘’a tutti gli organi inquirenti e alla magistratura di andare fino in fondo. Vogliamo che tutte le mele marce presenti nei municipi emergano. Non vogliamo funzionari infedeli".

Bisognerà dunque aspettare il completamento dell’indagine per sapere l’entità e l’ampiezza delle ‘’mele marce’’. Ma, come già scritto, c’è una riflessione che riguarda i partiti, tutti i partiti e anche il ruolo degli amministratori e dei rappresentanti istituzionali. Deve far riflettere, in tutti i sensi e in tutte le direzioni, la dichiarazione del proprietario dello Sporting Village (‘’Il Messaggero di ieri 15.11): ‘’Devo dire che ho ritrovato lo Stato alla squadra mobile. – racconta l’imprenditore Claudio Callegari -. Quando sono andato a denunciare tutta questa storia all’inizio del 2008 per la prima volta, dopo tre anni, ho capito che potevo essere ascoltato. Devo dire che prima ho pensato di stare in Colombia. Era stato completamente inutile far valere le mie ragioni al ‘X Municipio’ dove comunque finivo nelle mani del geometra Domenico Giustini arrestato venerdì dalla polizia. Quel Giustini che nel 2005 mi minacciò dicendomi che se non avessi pagato avrebbe bloccato i lavori del centro sportivo fino ad arrivare a sequestrare l’impianto ormai funzionante, frequentato da oltre mille persone e facendo perdere il lavoro a 50 dipendenti’’.

Domande: ma perché il sig. Callegari ‘’finiva comunque’’ in quelle mani? E perché non si è rivolto agli amministratori o a qualche rappresentante politico municipale o comunale? Dovrebbe chiarirlo. Aiuterebbe a capire.

Nessuno chiede agli eletti dal popolo di ‘’cambiare mestiere’’ per sostituirsi a tecnici e impiegati dell’amministrazione. La cosa sarebbe sbagliata e foriera di un’esposizione a pratiche clientelari oltremodo insopportabili. Ma indubbiamente debbono essere potenziati il controllo e la vigilanza politica e amministrativa. Se un certo numero di persone e imprese – tante stando ai primi accertamenti degli inquirenti – viene concusso e taglieggiato nel territorio; il fatto che ne siano investite le forze dell’ordine e la politica istituzionale non ne abbia alcun sentore qualche problema lo pone o, almeno, dovrebbe porlo. Un problema per la classe politica municipale di riflessione su se stessa, sulla propria efficacia amministrativa, sulla propria aderenza alla società civile, sulla propria autorevolezza e sulla fiducia riscossa.

Stando al Consiglio municipale del 22 ottobre scorso (https://abitarearoma.it/index.php?doc=articolo&id_articolo=14978) che ha discusso della vicenda tale riflessione su se stessi è mancata. Speriamo che ci sia nel prossimo futuro.


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