Per conoscere, per non dimenticare. I chiodi a 4 punte della Resistenza romana

Aneddoti, curiosità e leggende per un’insolita storia di Roma e dei suoi mestieri
Riceviamo e pubblichiamo da Marcello Paolozza - 21 Ottobre 2013

fatto-a-mano-libroNotizie tratte dal libro di Paola Staccioli “Fatto a mano”. Iacobelli editore 2012.

70 anni fa, Il 18 ottobre del ’43, mentre partiva dalla stazione Tiburtina il treno che avrebbe portato nei campi di sterminio gli ebrei romani rastrellati nei giorni precedenti,  i tedeschi annunciarono rappresaglie fino alla pena capitale nei confronti di coloro che avessero prodotto, detenuto, sparso lungo le strade i chiodi a 4 punte.

La Resistenza romana, infatti, aveva appena iniziato a muovere i suoi primi passi, quando il partigiano comunista Lindoro Boccanera, osservando i cimeli conservati nel Museo del Bersagliere a Porta Pia rimase colpito da un chiodo a quattro punte di fabbricazione austriaca usato nella prima guerra mondiale. Gettato sul terreno mantiene sempre tre punte piantate a terra e una quarta diretta verso l’alto. Un’arma ideale per il sabotaggio, che propose  subito di usare per disturbare la mobilità degli occupanti. La produzione iniziò subito a Trastevere, in via della Pelliccia, nell’officina del fabbro Enrico Ferola, militante del Partito d’Azione, e così già da ottobre i partigiani iniziarono a spargere migliaia di chiodi sulle principali strade, soprattutto le consolari, rendendo molto difficili gli spostamenti delle autocolonne naziste e complicando non poco le attività della polizia nazi-fascista.

Oltre che nelle botteghe artigiane, i chiodi vennero poi fabbricati anche alla Romana Gas all’Ostiense, e il 15 dicembre 1943 su «l’Unità», stampata clandestinamente, saranno addirittura pubblicate le istruzioni per costruirli.

Enrico Ferola pagò con la vita il suo impegno: verrà arrestato il 19 marzo 1944 dalla famigerata banda Koch e ucciso pochi giorni dopo alle Fosse Ardeatine.

Gli artigiani romani, d’altronde, furono una delle componenti sociali più rilevanti nella resistenza romana e grande fu il contributo che diedero al suo dispiegarsi nei mesi dell’occupazione, anche in termini di vite umane: militanti di partiti e movimenti politici diversi, partecipanti delle Brigate Garibaldi o Matteotti, di Bandiera rossa, ecc. saranno  prelevati a decine nelle strade, rinchiusi nelle carceri, nelle centrali di inquisizione e tortura dei nazifascisti.
Molti, oltre 50, saranno tra coloro che persero la vita nel massacro delle fosse ardeatine e forse, nei  giorni immediatamente successivi alla morte di Priebke, è bene ricordare il loro nome e la loro professione:

Bruno Annarumi, idraulico, 23 anni; Cesare Astrologo, lucidatore, 42 anni; Lallo Berardi, manovale, 59 anni; Leonardo Butticé, meccanico, 23 anni; Carlo Camisotti, asfaltista, 42 anni; Renato Cantalamessa, falegname, 41 anni; Alfredo Capeggi, meccanico, 20 anni; Andrea Casadei, Falegname, 32 anni; Oreste Cerroni, tipografo, 70 anni; Egidio Checchi, meccanico, 52 anni; Duilio Cibei, falegname, 15 anni; Gino Cibei, meccanico, 20 anni; Orazio Corsi, falegname, 53 anni; Alberto Cozzi, meccanico, 19 anni; Otello Di Peppe, falegname ebanista, 54 anni; Salomone Drucker, pellicciaio, 39 anni; Antonio Fabrini, idraulico, 44 anni; Enrico Ferola, fabbro, 43 anni; Arnaldo Finocchiaro, elettricista, 23 anni; Valerio Fiorentini, meccanico, 26 anni; Celestino Frasca, muratore, 33 anni; Antonio Gallarello, falegname ebanista, 62 anni; Gastone Gori, muratore, 31 anni; Ennio Grieco, elettromeccanico, 29 anni; Domenico Iaforte, calzolaio, 51 anni; Mario Intreccialagli, calzolaio, 22 anni; Gaetano La Vecchia, ebanista, 42 anni; Giuseppe Lotti, stuccatore, 41 anni; Armando Lucarelli, tipografo, 24 anni; Carlo Luchetti, idraulico, 54 anni; Ambrogio Lunghi, asfaltista, 46 anni; Antonio Margioni, falegname, 44 anni; Ernesto Micheli, imbianchino, 46 anni; Santo Morgano, elettromeccanico, 24 anni; Vito Moscati, elettricista, 44 anni; Edoardo Nobili, meccanico, 50 anni; Fernando Norma, ebanista, 37 anni; Alfredo Pasqualucci, calzolaio, 41 anni; Mario Passarella, falegname, 39 anni; Romolo Pierleoni, fabbro, 24 anni; Rosario Pitrelli, meccanico, 27 anni; Alessandro Portieri, meccanico, 20 anni; Italo Pula, fabbro, 29 anni; Spartaco Pula, verniciatore, 25 anni; Beniamico Raffaeli, carpentiere, 40 anni; Vincenzo Saccottelli, falegname, 47 anni; Gaetano Sepe, sarto, 37 anni; Antonino Spunticcia, meccanico, 54 anni; Giulio Trentini, arrotino, 34 anni; Nino Ugolini, elettromeccanico, 25 anni; Antonio Unghetti, manovale, 38 anni; Otello Valesani, calzolaio, 20 anni.


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