Contro la chiusura della Casa di riposo di Casal Boccone

Manifestazione il 19 ottobre 2011 al Dipartimento politiche sociali. La solidarietà della consigliera comunale Gemma Azuni, Sel
Enzo Luciani - 18 Ottobre 2011

Domani (19 ottobre 2011 N.d.r.) si svolgerà una manifestazione con gli anziani e i lavoratori della casa di riposo “Roma 2” davanti al Dipartimento Politiche Sociali, in viale Manzoni, per protestare contro la deliberazione della Giunta Capitolina 103/2011 finalizzata a chiudere la casa di riposo Roma 2 e a riorganizzare il sistema delle case di riposo del Comune di Roma.
La casa di riposo, in via di Casal Boccone, che ha una capienza di 230 posti letto, è attualmente una struttura polifunzionale che accoglie 70 anziani residenti, un polo geriatrico della Asl ed un centro diurno per 30 malati di Alzheimer.

"La sua dismissione – denuncia in un comunicato del 18 ottobre Gemma Azuni, Consigliere Roma Capitale, Sel – fa da apripista alla privatizzazione di tutti i servizi residenziali rivolti alla popolazione anziana di Roma. La giustificazione? L’analisi dei costi celato dalla necessità di innovare i servizi residenziali tradizionali, qualificazione e diversificazione sono gli imperativi della riorganizzazione. La verità è che si vuole risparmiare sulla pelle di anziani soli, per un mero calcolo economico mentre si spendono 6 milioni di euro per pranzi, spettacoli, divertimenti e pacchi dono, privi di programmazione e finalizzati solo a consensi elettorali di qualcuna/o. Non è una novità che le strutture costino, e mi chiedo se dei 113 Mln dei fitti di immobili che Roma Capitale paga ad esterni in primis si debba razionalizzare e risparmiare su una casa di riposo."

"Le case di riposo comunali   _ continua la Azuni – garantiscono un servizio di cura ed assistenza con standard notevoli di benessere psicofisico, in ambienti stimolanti ed accoglienti che assicurano l’individualità e i bisogni affettivi di ogni singolo ospite. Con questa deliberazione si preferisce distruggere quel senso di identità con gravi danni psicofisici agli anziani quasi novantenni."

La consigliera chiede anche perché non vengano utilizzate "per la loro capacità le 5 case di riposo e valutate le possibilità di utilizzo dei piani e delle stanze lasciate chiuse e vuote, o con ristrutturazioni che durano da anni, che potrebbero accogliere parte dei circa 300 anziani che hanno tutti i requisiti e sono in lista d’attesa da anni in una graduatoria che non scorre dal 2010."


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti