Corsi di cinese a scuola

La cultura e la lingua orientale nelle scuole secondarie di II grado tra Alberghieri e Istituti Tecnici per il Turismo della Provincia di Roma
di Serenella Napolitano - 27 Settembre 2011

Conoscere le lingue, si sa, è sempre stato importante: per muoversi con facilità negli altri paesi, per trovare lavoro o semplicemente per comunicare con chi parla una lingua diversa dalla propria.

Per questo motivo la Provincia di Roma ha finanziato dei corsi di lingua, scegliendo la lingua cinese, nelle scuole secondarie di II grado tra Alberghieri e Istituti Tecnici per il Turismo, in collaborazione con la Facoltà di Lettere dell’Università Roma Tre.

Un programma sperimentale che vedrà impegnati docenti dell’Università in un modulo d’insegnamento della lingua cinese e della cultura orientale. Ogni lezione, con scadenza settimanale, avrà durata di due ore per complessive 60 ore di attività.

A presentare il progetto è stato il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti che durante la conferenza ha dichiarato: “Il progetto è ambizioso e molto impegnativo. Abbiamo dato l’opportunità agli Istituti turistici e alberghieri di poter imparare questa nuova lingua, visto che i flussi turistici dal mondo orientale sono aumentati in questi ultimi anni”.

“La Cina cresce 70 volte di più in confronto all’Italia – prosegue – il popolo cinese viaggia, acquista i nostri prodotti. E’ per questo che dalle scuole vogliamo inviare un segnale di innovazione in modo tale che i nostri ragazzi siano pronti ad accogliere i nuovi ospiti e loro stessi abbiano una chance in più nel mondo lavorativo”.
“C’è la crisi – conclude Zingaretti – ma non può vederci pessimisti. Per questo dobbiamo avere fiducia nella scuola e nei ragazzi”.

Imparare il ‘mandarino’ già sui banchi di scuola diventa un vantaggio enorme per chi vuole trovare nuove opportunità di lavoro. Alla conferenza ha partecipato l’ambasciatore cinese, Ding Wei che si è complimentato per la scelta della Provincia di Roma a finanziare tale progetto visto che negli ultimi anni “l’Italia è diventata per la Cina uno dei principali partner commerciali europei”. 


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