Cosa accade nei Municipi dopo le dimissioni di Marino

Le reazioni dei 15 presidenti
Enzo Luciani - 9 Ottobre 2015

ARTICOLO IN AGGIORNAMENTO

Come stanno reagendo i Presidenti dei 15 municipi di Roma al terremoto che ha coinvolto Ignazio Marino?
Anche perché non essendo mai stato attuato un reale decentramento il Bilancio dei municipi è derivato da quello del Comune e quindi una volta che si andrà a votare per il Sindaco si voterà anche per i Municipi (nonostante i cittadini abbiano votato per i rappresentanti dei loro territori in maniera slegata da quella per il Primo Cittadino).
Fino ad ora non si registrano pensieri dei minisindaci rivolti a Marino.

presidenti 15 municipi

III municipio

31 luglio 2013 all'inaugurazione di un parco a cinquina - Foto Valerio Nicolosi

Foto Valerio Nicolosi

Paolo Emilio Marchionne – Sono stati due anni incredibilmente difficili, ma segnati da un impegno che ha riempito e dato senso alla mia vita.
Nessun rimpianto, abbiamo lasciato un segno sulla strada che abbiamo percorso: entro l’anno partiranno i lavori per il mercato di piazza Menenio Agrippa, per piazza Corazzini, per aprire il nuovo nido di Castel Giubileo.
Tra qualche giorno esauriremo la lista di attesa di persone con disabilità in attesa da anni dei servizi di assistenza domiciliare.
Sono risultati che resteranno a testimoniare chi siamo e quello che abbiamo fatto in solo due anni.
Resta anche la mia serenità di sempre, di chi è a posto con la propria coscienza e sa che la via d’uscita è sempre a sinistra.

VIII municipio

Andrea Catarci

Andrea Catarci – Solo pochi mesi fa, mentre chiedevamo da più parti di fare un reset puntando su un diverso rapporto con la città, il Sindaco Marino sceglieva il monocolore Pd e si circondava di Assessori simili ai Senatori dei tempi di Giulio Cesare.
Ora, con tutto il suo monocolore e il governo Renzi a chiederne la resa, si dimetta e si prenda i 20 giorni previsti, per spiegare la sua limpidezza sul piano etico-morale e per avanzare una proposta di governo di respiro ‘giubilare’.
Se non può fare queste due cose la corsa è finita e l’alternativa della resistenza individuale ad oltranza fa pure tristezza…

XIV municipio

ValerioBarlettaValerio Barletta – Con le lacrime agli occhi ed un groppo in gola, ho davanti a me le immagini dei due anni più belli della mia vita.
Non so cosa accadrà domani, ma so che questa notte sarà particolarmente difficile prendere sonno.
Un grazie di cuore a tutti quelli che mi stanno mandando messaggi di grande affetto e stima.
È stato un onore per me, figlio di una sarta e di un vigile urbano in pensione, ricoprire l’incarico di Presidente di Municipio.
Non lo dimenticherò mai.

XV municipio

Daniele Torquati – Questi 20 giorni saranno lunghi. Più lunghi della settimana dell’alluvione, dei giorni di quella burocrazia con la quale ci siamo scontrati per aprire il Centro Anziani a Pomponesco, la scuola di Case e Campi, finire i lavori di via Frassineto e iniziare quelli di via Procaccini e quelli della pulizia della marana che sarà pulita da oggi grazie a noi, più lunghi dei 70 della voragine di Cesano, di quelli della Camilluccia e delle 27 frane, dei giorni insonni della mancanza dei finanziamenti sul sociale e del pensiero di un buco di 3 milioni di euro che erano stati sottratti alla parte più debole del nostro territorio, più lunghi dell’attesa di quelle carte che a giorni arriveranno per l’inserimento della rotatoria de La Giustiniana all’interno delle opere giubilari.

Daniele Torquati nel suo primo giorno da presidente

Daniele Torquati nel suo primo giorno da presidente

Saranno lunghi, ma lavoreremo in questi 20 giorni come il primo per rispetto di quei cittadini e di quelle cittadine che ci hanno sostenuto, incoraggiato, che hanno gioito, ma anche per quelli che ci hanno contestato, criticato, sgambettato, minacciato o mancato di rispetto. Soprattutto per loro perché, per vari motivi, ne hanno più bisogno, perché nonostante tutto si sono dimostrati i più deboli e noi ai più deboli dobbiamo donare il nostro lavoro.
Sono stati anni duri nei quali abbiamo dormito poco (niente) e lavorato molto, insieme a delle persone splendide alle quali ho chiesto molto e dalle quali ho preteso il massimo e me lo hanno dato. E ora non mi incoraggiate perché per me non è una delusione, perché il sentimento più grande è stato e rimane ancora quello dell’onere di aver servito territorio.
Per me rappresetare voi è stato un onore. La politica è servizio.

 

 

 


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti