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Cosa fare in caso di arresto cardiaco di adulti e bambini

Corso di formazione nell’Istituto comprensivo Artemisia Gentileschi, plesso Renzo Pezzani, in piazza dei Mirti a Centocelle
Redazione - 24 Gennaio 2021

Nell’Istituto comprensivo Artemisia Gentileschi, plesso Renzo Pezzani, in piazza dei Mirti a Centocelle è stata svolta per tutta la mattinata di sabato 23 gennaio 2021, un’attività di formazione del personale scolastico per le manovre da compiere in caso di arresto cardiaco, sia per adulti che per bambini, (BLSD) condotto dai volontari, medici e paramedici della Protezione Civile, molto disponibili, seri e molto professionali.

I corsisti, tutti meritevoli, riceveranno la relativa documentazione sulla certificazione di abilitazione, dal CE.SI.S.S. CENTRO STUDI-APS- ente accreditato alla regione Lazio-Ares 118.

L’istituzione scolastica, da anni ormai, attenta alle tematiche inerenti alla sicurezza, offre al territorio e alla comunità educante a partire dai più piccoli   fino alle persone adulte, informazione/formazione, affinché la sicurezza diventi un modus vivendi, grazie all’insegnante Francesca Branca che da sempre ha cura e interesse a diffondere una sana cultura sulla sicurezza.

Un sentito grazie va anche al Dirigente Scolastico, dott. Chiara Simoncini per quanto porta avanti in questo come su altre importanti tematiche.

 

Il significato di primo soccorso e delle manovre salvavita*

Il primo soccorso rappresenta il primo aiuto (First Aid) che viene prestato alla vittima di un improvviso evento dannoso per la salute, quale un malore e/o un trauma in attesa dell’intervento di soccorso garantito istituzionalmente, su tutto il territorio nazionale, dal Servizio di Emergenza Territoriale 118 (SET 118).

Gli obiettivi del primo soccorso sono preservare la vita, alleviare la sofferenza, prevenire nuove malattie o lesioni, favorire la guarigione. Il primo soccorso ha un potenziale valore salvavita e di salvaguardia della salute e dell’integrità fisica: alcune manovre di primo soccorso, infatti, laddove messe in pratica con tempestività ed adeguatezza metodologica, possono avere valore determinante per la sopravvivenza del paziente, mentre altre, nel caso non esista un immediato pericolo di vita, possono essere comunque fondamentali per evitare complicanze o ulteriori compromissioni.

Le manovre di soccorso che si effettuano nelle situazioni di maggiori gravità, che comportano pericolo immediato per la sopravvivenza, sono definite “manovre salvavita”. Esse possono supportare, temporaneamente, le funzioni vitali compromesse (cerebrale, respiratoria, cardiocircolatoria) del soggetto ovvero possono anche determinare il recupero delle funzioni vitali. La loro esecuzione consente di “guadagnare tempo”mantenendo in vita la persona in attesa del soccorso professionale o di aumentare le probabilità di risposta favorevole alle terapie successive effettuate dai sanitari o ancora in alcuni casi di risolvere completamente il problema (es. in caso di disostruzione delle vie aeree da corpo estraneo).

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L’esecuzione precoce e appropriata delle manovre salvavita nel soggetto in imminente pericolo di vita può davvero fare la differenza tra la vita e la morte, in quanto in grado di impedire o, per quanto possibile, di rallentare, anche significativamente, l’evoluzione delle condizioni cliniche verso l’arresto cardiaco o, in caso di arresto cardiaco, verso la morte.

Le manovre salvavita sono semplici e possono essere comprese anche nella prima infanzia tanto da non potersi individuare un’età ideale per l’insegnamento delle stesse. L’età di 11/12 anni può considerarsi, comunque, adeguata per l’avvio di percorsi di formazione e addestramento che si pongano l’obiettivo di garantire idonei parametri qualitativi di risposta prestazionale di soccorso potenzialmente salvavita (competenze rianimatorie di base, Basic Life Support), oltre che indirizzare culturalmente al primo soccorso le nuove generazioni.

Va ricordato che prestare soccorso, in Italia, non rappresenta unicamente un gesto di solidarietà umana o l’espressione di una visione etica del rapporto sociale tra persone, ma costituisce anche un preciso obbligo di legge ai sensi dell’art. 593 del codice penale. Le norme, inoltre, prevedono un’adeguata tutela giuridica per il soccorritore che, in presenza di persona che si trovi in immediato pericolo di vita, effettui le manovre “salvavita” di primo soccorso. In tal senso l’art. 54 del codice penale richiama lo stato di necessità come causa di giustificazione disponendo che: “non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé stesso od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo”.

La formazione sul primo soccorso nella scuola ha quindi l’obiettivo di educare gli studenti italiani a realizzare un primo soccorso efficace in caso di emergenza sanitaria, eseguendo unicamente manovre proporzionate al pericolo, ossia solamente le manovre salvavita da effettuarsi in stato di necessità, superando le remore e i timori di ampia parte della popolazione che, attualmente, di fatto, limitano fortemente la diffusione degli interventi.

 

Fonte: Primo soccorso a scuola

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2658_allegato.pdf


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