Cosa resta del 25 novembre?

A due giorni dalla giornata contro la violenza sulle donne, una giornalista viene palpeggiata in diretta da alcuni tifosi
Maria Giovanna Tarullo - 29 Novembre 2021

Immaginate di essere sul vostro posto di lavoro, potrebbe essere un luogo raffinato o una umile stalla, arriva un individuo sconosciuto e davanti a tutti – senza alcun motivo – vi tira uno schiaffo in pieno volto.

La prima reazione sará l’incredulità, penserete cosa ho fatto per meritarlo, e cercherete il conforto dei colleghi.

In quel momento, neanche loro riescono a comprendere quel gesto, così tendono a sminuire l’accaduto e ti invitano a lasciar perdere e poi è anche con queste esperienze che si cresce.

Starete tutti pensando alla reazione che avreste avuto, sappiamo che con la razionalità le decisioni sono sempre più semplici, sul momento rimane solo una grande rabbia e tanta delusione per la posizione che potevamo prendere o cosa avremmo potuto dire.

Come notate, volutamente, non è stato menzionato il sesso del lavoratore interessato, perché la maniera di valutare questo episodio cambia se il protagonista è un uomo o una donna.

Tutta questa lunga premessa, perdonatemi, vuole essere una riflessione su quello che è avvenuto lo scorso 27 novembre al termine della partita di Serie A Empoli-Fiorentina, fuori dallo Stadio “Castellani”, quando la giovane giornalista Greta Beccaglia mentre raccoglieva gli umori dei tifosi per Toscana Tv è stata insultata e palpeggiata.

Una bella pacca sul sedere, che non è differente da uno schiaffo in faccia, mentre era impegnata a svolgere il suo lavoro.

Dallo studio il suo collega Giorgio Micheletti, resta a guardare e si limita a dire alla Beccaglia di lasciar perdere, mentre la giornalista tentava con grande dignità di portare a termine il collegamento.

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Una scena raccapricciante, a soli due giorni, dal 25 novembre ovvero la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le Donne.

Questo va a sostenere la tesi che non ha alcun senso lanciare proclami o dipingersi il volto di rosso per un giorno, quando il resto dell’anno chiudiamo gli occhi e giustifichiamo certi comportamenti, soprattutto quando avvengono in alcuni ambienti.

Giá perché Greta Beccaglia ha affermato:

“Mi hanno perfino detto che avevo un abbigliamento provocante. Avevo un jeans e un giubbotto… mi scoccia anche doverlo dire. Una cosa del genere è inaccettabile, in particolare nel 2021 quando una ragazza come me si fa un mazzo così per diventare giornalista, per raggiungere il suo obiettivo e queste persone non esistono”.

Adesso è facile scagliarsi contro il giornalista Giorgio Micheletti, perché se ancora non l’avete capito, bisogna combattere ogni singolo giorno per cambiare il modo di pensare dell’intera società, come spiegato in questo articolo, e finché ciò non accade saremo tutti colpevoli.

 

 

 

 


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