Cresce il “Pil” delle mafie nel Lazio. Latina la provincia più colpita

Secondo il rapporto dell'Osservatorio Luiss sulla legalità. Il procuratore Pignatone:"Una fitta rete criminale imbriglia l’intera regione"
La Redazione - 5 Dicembre 2013

Cresce sempre di più il potere della criminalità organizzata nel Lazio. Mentre le aziende sotto la pressione della crisi vanno a picco, i ricavati delle attività illecite delle mafie lievitano arrivando addirittura a toccare oltre 1 miliardo di euro l’anno. Fondi reperiti principalmente attraverso lo sfruttamento della prostituzione, il traffico di droga, la contraffazione, l’usura e le estorsioni.

GIUSEPPE-PIGNATONE

Giuseppe Pignatone

Questo quanto emerso dal secondo rapporto dell’Osservatorio Luiss sulla legalità, presentato mercoledì 4 dicembre, dove oltre al “Pil” delle organizzazioni criminali è stata analizzata loro presenza sul territorio laziale. « Una fitta rete che imbriglia l’intera regione, con particolare riguardo ai centri di produzione economica più significativi – ha spiegato Giuseppe Pignatone, procuratore capo di Roma – Fenomeni criminali comandati da famiglie, anche collegati alle mafie tradizionali, stanziatesi a ridosso degli anni Ottanta nei territori nevralgici dell’economia romana, il cui mercato ha risentito in negativo di tali influssi».

Oltre alla provincia di Latina, a preoccupare maggiormente per la forte presenza di esponenti mafiosi è il litorale romano. In particolare ad Ostia “sembra essersi insidiata un tipo di organizzazione che impone il modus operandi descritto dall’articolo 416bis (associazioni criminali di tipo mafioso, ndr.) vere e proprie strutture che incarnano quel modello con il controllo capillare del territorio».

Secondo la Direzione Nazionale Antimafia e la Dia nel 2012 sono stati aperti 279 procedimenti dalla Dda capitolina (rispetto ai 201 del 2011 con un +39 per cento) di cui 17 ipotizzano il 416bis, mentre nel 2011 il Lazio è stata la prima regione per sequestri di droga con quasi 8mila chili. La provincia più colpita dalla criminalità organizzata risulta essere Latina con 280 milioni di euro tra beni confiscati e sequestrati; il Lazio (secondo dati relativi al secondo semestre 2012 della Dna) è la prima regione per riciclaggio con 985 segnalazioni dallo Uif e la prima regione per arresti per riciclaggio con 81 persone in manette.

“Non resterà inascoltato l’allarme lanciato dal Procuratore Giuseppe Pignatone – ha affermato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – Occorre sostenere una nuova politica economica per rafforzare l’economia sana e non lasciare sole le imprese di fronte ai fattori di fragilità che la crisi amplifica. Per questo, è di fondamentale importanza – continua Zingaretti – aggredire uno dei principali elementi di debolezza che oggi investono il nostro sistema produttivo: quello della disperazione di tanti imprenditori per la mancanza di liquidità e per la difficoltà di accesso al credito. Per essere vincente nella battaglia contro le mafie bisogna promuovere la massima cooperazione istituzionale. Perché le mafie si sconfiggono, certo, con una efficace strategia di repressione, così come con una efficace iniziativa di governo. – conclude Zingaretti – Ma se questi due fattori si uniscono, e se c’è un’assidua collaborazione tra attori istituzionali e società civile, allora, davvero, la risposta dello Stato diventa molto più forte”.


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