Cristiano Bonelli vuole uscire dal Pdl

Il Presidente del IV municipio è disgustato dagli scandali del partito e non vuole "essere rappresentato da vecchi arnesi della politica" e il centro destra non lo rappresenta più nei progetti
di Concetta Di Lunardo - 3 Novembre 2012

Perplesso e amareggiato ma ancora con tanta energia da mettere in campo, Cristiano Bonelli, presidente del IV municipio, sembra porre “condizioni” per ricandidarsi nel Pdl, quel partito evanescente che ora non lo rappresenta più nelle persone e nelle scelte di programma. Un partito scisso da correnti che per le urne potrebbe presentare un conto salato al presidente “della gente, fuori dal sistema, che urta i giochi in Campidoglio, che non si è costruito strutture e apparati in IV municipio”.
Più società civile, più partecipazione, meno verticismo, queste le parole d’ordine del minisindaco.
Il gioco di correnti lo ha cavalcato autonomamente con dichiarazioni che, se da un lato gli hanno restituito un po’ di popolarità tra la gente, per esempio sui fatti della metro B1, dall’altro hanno chiarito meglio lo scollamento tra ente di prossimità e governo centrale. Scollamento che è dentro le cordate del suo stesso partito, il Pdl, da cui vuol prendere le distanze e non solo per gli scandali che “mi fanno schifo esattamente come ad un cittadino comune, ma soprattutto perché nel mio partito ce ne sono tanti”. Ne parliamo con Bonelli.

La prossima tornata elettorale la vedrà tra le fila del Pdl?
Sto maturando una decisione ufficiale che tiene conto di 25 anni di militanza trascorsi a fare politica con una certa coerenza: il Pdl non mi rappresenta più, né vedo coerenza di programmi con la mia storia politica. I programmi tra destra e sinistra sono i medesimi, è venuta meno quella specificità di ideali che storicamente ha caratterizzato il centro destra. Per me è diventato sempre più un problema di coscienza.

Mancanza di una linea politica con la conseguente degenerazione etica nel suo partito?
Non voglio essere rappresentato da vecchi arnesi della politica e il centro destra non mi rappresenta più nei progetti. Io non mi permetto mezzo privilegio, sono a disposizione della società civile. Non parliamo le stessa lingua o vado io o vanno via loro!. Mi devono convincere per stare nel Pdl. Degli scandali mi tengo alla larga, non ne faccio parte e mi fanno schifo esattamente come ad un cittadino comune, soprattutto perché nel mio partito ce ne sono tanti.

Passerà in altre coalizioni?
Non passerò in altre coalizioni, ma per restare devo vedere un’iniezione di energia nuova. Per adesso vedo solo appiattimento e distanza dalla gente. Solo chiacchiere su grandi progetti; la realtà è che la politica è lontana dai cittadini e dalla realtà. Io do le risposte tra mille difficoltà, loro nei salotti. E per questo me ne vado. Voglio servire i cittadini e risolvere problemi!

Accordi con Alemanno? Entrambi condividete una rinascita del centrodestra a partire dai rapporti tra enti locali e governo.
Alemanno è l’unico che prova a immaginare un nuovo centro destra. Se ci riesce a me lui piace e mi ricandido.

Fonte: www.di-Roma.com


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