Croce Rossa: riforma approvata

Venerdì 11 novembre approvato il decreto legislativo per il riordino
di Alessia Ciccotti - 12 Novembre 2011

La riforma della Croce Rossa Italiana sta per partire. Il Consiglio dei Ministri, a pochi giorni dalle sue dimissioni, ha infatti trovato il tempo nella giornata di venerdì 11 novembre 2011 per approvare il decreto legislativo per il riordino della CRI.

Nel testo approvato viene confermata la trasformazione in associazioni di diritto privato, alias associazioni di volontariato, dei comitati locali e provinciali, che però manterranno un rigido coordinamento da parte del Comitato centrale.

Le quattro componenti volontaristiche non ausiliarie subiranno una consistente razionalizzazione “per dare – si legge in un comunicato della CRI – maggiore forza, omogeneità e concretezza alle azioni dei volontari e per avere una governance più chiara e lineare”. L’elaborazione del nuovo statuto, inoltre, vedrà la partecipazione diretta dei volontari che “a breve – afferma il Commissario Rocca – eleggeranno il nuovo presidente”.

È lo stesso Rocca a rassicurare poi i dipendenti sul futuro del loro posto di lavoro: “avvieremo un tavolo di confronto con le Organizzazioni sindacali rappresentative – ha detto il Commissario – perché vi sia la massima tutela di tutti i dipendenti, ivi compresi quelli precari per i quali si aprirà a breve la concertazione per un nuovo contratto collettivo di lavoro che offra finalmente continuità per il posto di lavoro. Inoltre – aggiunge – ci sarà massima attenzione per ciascun lavoratore eventualmente coinvolto nei processi di mobilità”. “L’approvazione del decreto legislativo – ha aggiunto – rappresenta un passo storico per la nostra Associazione” che, secondo lo stesso Rocca, si troverebbe ora in una situazione economica stabile, dato che sono stati approvati i bilanci fino al 2009 ed è in fase di approvazione quello del 2010.

Dunque non resta che aspettare e, soprattutto per i lavoratori di questa enorme macchina umanitaria, sperare.
 
 


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti