Da Roma est a Medjugorje…

Il resoconto di un'esperienza
di Antonella Caroni - 22 Settembre 2011

Riceviamo e pubblichiamo

Sono appena tornata da Medjugorje…la mia seconda volta vissuta con le persone che amo di più: i miei genitori.

Vi narrerò, come dimenticare il caos quotidiano di Roma, per alcuni giorni e trovare l’armonia con se stessi.
Il cammino verso questo paesino della Croazia è stato lungo, pullman-nave-pullmann…da Roma ad Ancona fino a Spalato – Croazia…un giorno intero, trascorsi a riflettere e capire noi stessi.

Supportati da Gino, dell’associazione “Ecco i tuoi bambini”, persona di profonda umanità e spiritualità , con un sacerdote della parrocchia di Cecchina, Don Nicola, giovane ed umile un gruppo di sconosciuti, ha viaggiato insieme, sapendo comprendersi e dialogare, un’anomalia nella moderna società diffidente e individualista.

L’ attesa per uno dei Santuari più visitati della Terra era tanta e la vista dei campanili ha suscitato le prime emozioni. Il paesino si è mostrato ai nostri occhi piccolo e grazioso, meno rude degli anni passati, ma gli alloggi continuano ad essere in piccoli hotel a conduzione familiare, ognuno con un suo orto e propri prodotti, …buonissimi!.

Anche questo fa parte di Medjugorje…il ritorno alla semplicità, all’essenziale …non è turismo…anche i piccoli negozi si fermano per le attività ecclesiali, nulla manca, niente tv, eppure nessuno lo ha notato. Attentamente, ho osservato la gente e letto negli sguardi la gioia per esserci. Il più grande confessionale del mondo, dove chiunque cerca e trova la Pace, apre i cuori, chi c’è stato lo può confermare, perché veramente si cerca e si trova la quiete dell’anima, il perdono, l’amore.

La Chiesa pare tanto grande al singolo uomo, eppure così piccola per una folla di fedeli, che ascolta ogni cerimonia dell’altare esterno, sul retro, nel grande piazzale. Insieme a compartir la preghiera. Sempre pieno quel minuto enorme spazio, ma non importa, in piedi o seduti, camminando con le radioline in tutte le vie e le lingue, si partecipa all’esperienza, alla testimonianza dei veggenti o alla Santa Messa.

La visita alla Statua del Cristo Risorto con i fazzolettini condotti ai suoi piedi e chiedendo la grazia…appartiene ai ricordi toccanti, lunghe file dissolte in attimi sfuggenti tra le preghiere della gente.
L’aura divina si diffonde ovunque e numerose iniziative benefiche sorgono e fruttificano ogni giorno, come le due grandi comunità di Suor Elvira e Suor Kornelia, che aiutano e sostengono persone dipendenti da droghe e mali del secolo, nonché bambini e anziani abbandonati. Vivono di fede e lavoro proprio, ce la fanno…perché Maria li protegge col suo manto…e loro lo sanno.

Tutto è unico anche le scalate alle due alture Podbrdo e Krizevac,impossibili , ardue con sassi ispidi ma chi inizia la scalata la finisce con entusiasmo, recitando il rosario e provando sensazioni di benessere infinito.

Il giorno dell’apparizione, poi , nonostante la folla, l’attesa di ore per l’arrivo della veggente, lo sguardo di è rivolto verso l’Alto e noi che siamo spesso a testa bassa immersi in tristi pensieri fissavano solo l’azzurro del cielo, accompagnando le preghiere con gli occhi devoti . La Presenza della Madre nel silenzio di un popolo ha rafforzato le nostre suppliche.

Descrivervi quei momenti non è possibile, ma in uno dei messaggi tra i più trascritti, la Madonna disse: “Se sapeste quanto vi amo piangereste di gioia” …e si piange.
Si imprime nei cuori, negli occhi … un Mistero, come si vive in intimità concludendo le giornate con l’Adorazione Eucaristica, nel piazzale, sotto il manto delle stelle ove il Santissimo e la statua di Maria, unici punti luce sull’altare esterno, accompagnano una voce esterna tra soavi musiche in un viaggio profondo in cui l’anima si eleva dolcemente forte e leggiadra.
Ognuno, ha migliorato il suo cammino affidandoci a Maria, in un percorso donatole come sigillo di profonda fede,nella nostra piccolezza, consapevoli che la sua materna carezza non ha spazio ne tempo…è Ovunque la si cerca! 


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