Dal Terzo Polo alla terza elementare – Errare humanum est perseverare diabolicum

Fatti e misfatti di giugno 2012 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 6 Giugno 2012

 Dal Terzo Polo alla terza elementare

"Ci sono dirigenti industriali – se n’è uscito, al recente convegno della "Federazione Einaudi", Pierferdinando Casini – che guadagnano come cento loro operai e come cinquanta parlamentari".

Un momento. Partendo dal dato di fatto che un operaio guadagna – in media – 1200 euro al mese, un parlamentare – secondo il Pierferdy – ne guadagnerebbe 2400 e un dirigente industriale 120 mila. Quanto guadagna un dirigente industriale ci può anche stare. Non ci sta neppure un po’, invece, che un parlamentare guadagni complessivamente – tra questo e quello – 2400 euro al mese. E allora? Allora, visto che il Pierferdy sembra avere definitivamente abbandonato il "Terzo Polo", corra presto in terza elementare. Là dove ci sono dei bravi maestri che insegnano a fare correttamente addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni. O a mettere una nota sul registro a chi venga sorpreso a dire bugìe

Errare humanum est perseverare diabolicum

"I consumi degli italiani hanno subìto un freno – ha sottolineato di nuovo la Corte dei conti – questo ha prodotto un calo nel gettito dell’Iva e, così, sono venuti a mancare tre miliardi e più nelle casse dello Stato".

Quando il Governo Berlusconi, nel settembre dello scorso anno, aveva aumentato un’aliquota Iva dal 20 al 21% e quando il Governo Monti, dal novembre ad oggi, ha inasprito dolorosamenete tasse ed imposte varie, anche il salumiere sotto casa aveva previsto che i consumi degli italiani sarebbero inevitabilmente scesi. E che di conseguenza, scendendo i consumi, sarebbe sceso – anziché salito – il gettito dell’Iva. Invece che guadagnarci, insomma, lo Stato ci avrebbe rimesso. Bravo il saluniere sotto casa che l’aveva facilmente capito, dunque, e somari i due ultimi Governi che, invece, non ci hanno proprio pensato. Con un’aggravante, poi, per quello attuale dei professori il quale – stando a certi mormorii captati al Ministero dell’Economia – starebbe nientemeno ipotizzando, per colmare il buco, un ulteriore aumento dell’aliquota Iva: al 23% quella già al 21 e al 12% quella già al 10. Starebbe, cioè, per prendere un provvedimento che, limando ulteriormente i consumi degli italiani, limerebbe conseguentemente – di nuovo – gli introiti da Iva nelle casse dello Stato. Sconfortante, però, se davvero dovesse finire così. Anche perché, se errare è umano (e i professori del Governo sono, nonostante tutto, esseri umani anche loro) perseverare – come si va "sentenziando" fin dai tempi dell’antica Roma – è tuttavia diabolico. E’ cosa da Satanasso infernale, perciò, non da Governo tecnico pur assatanato.


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