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Dal tetto di Roma a Gaza: la bandiera palestinese sventola su Palazzo Senatorio

Un messaggio politico preciso: solidarietà a Gaza, condanna dell’offensiva israeliana e richiesta di pace

Il clima quasi estivo di questo pomeriggio ha portato sul cielo del Campidoglio un’immagine destinata a far discutere: la bandiera palestinese issata su Palazzo Senatorio.

Nero, bianco, verde e rosso hanno preso il posto di simboli istituzionali per mandare un messaggio politico preciso: solidarietà a Gaza, condanna dell’offensiva israeliana e richiesta di pace.

Solo due giorni prima, sullo stesso tema, la maggioranza si era spaccata: la mozione del M5S per esporre la bandiera era stata bocciata a causa dell’astensione quasi compatta del Pd. Polemiche, accuse e tensioni avevano segnato la giornata.

Poi, la svolta: i dem, guidati dalla capogruppo Valeria Baglio, hanno scelto di lavorare a un nuovo testo, più ampio, che non solo recupera la richiesta simbolica, ma aggiunge un punto politico forte — chiedere l’interruzione della collaborazione tra Acea e la compagnia idrica israeliana Mekorot, accusata di operare nei territori occupati.

Così, con il voto in Aula Giulio Cesare, il fronte progressista torna compatto. E sul tetto del Senatorio, insieme, Virginia Raggi e Paolo Ferrara per i 5 Stelle, Michela Cicculli per Sce e diversi consiglieri dem, hanno issato la bandiera che ora domina il cielo sopra i Fori Imperiali.

Le reazioni

Per i consiglieri di SCE, Luparelli e Cicculli, il segnale è chiaro: “Abbiamo voluto affermare la piena applicazione del diritto internazionale e lo spirito di pace della nostra Costituzione. Le partecipate del Comune devono collaborare solo con enti che rispettano giustizia sociale e dignità umana”.

Soddisfatta anche la capogruppo M5S, Linda Meleo: “Con la mozione di oggi chiediamo alle autorità capitoline di fare pressione sul Governo italiano per riconoscere formalmente lo Stato di Palestina. È un segnale chiaro, nato dall’impulso del Movimento 5 Stelle, che oggi ha portato la bandiera palestinese persino nell’aula Giulio Cesare”.

Il consigliere grillino Paolo Ferrara rincara: “Questa non è una battaglia di partito. Non deve avere un colore politico. È una battaglia di giustizia e umanità, che ci ha visto uniti come forze progressiste”.

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