Dalla parte giusta della storia: diritti negati

Una risposta al Senato arriva dalle piazze
Alice Sola - 29 Ottobre 2021

Sì, avete letto bene: dalla parte giusta della storia. Questa è stata una settimana difficile per la nostra democrazia, abbiamo assistito ad immagini inedite (ma non troppo) di un Senato che fa baldoria sui diritti altrui, festoso dopo aver tolto un diritto a qualcuno.

Con 154 voti a favore è stata approvata la richiesta di non esaminare la legge, articolo per articolo, e procedere a scrutinio segreto. Inoltre, il testo non tornerà in commissione prima di sei mesi.  Quindi l’Italia si schiera accanto a Bulgaria, Repubblica Ceca, Polonia e Lettonia per non avere una legge sui crimini d’odio legati ad orientamento sessuale e identità di genere.

Un Senato che è staccato dalla società, una politica fatta ancora da chi non ha contatto con la realtà, che continua a parlare di una società e di una famiglia tradizionale: ma dove? Ma chi? Ma quando? Ha vinto una classe dirigente retriva, la minoranza del Paese, che non pensa che l’omolesbotransfobia sia sanzionabile, che vede le scuole come palestra di vita per chi viene discriminato, che pensa al cambio sesso come un gioco, un divertimento.

Il senatore della Lega Simone Pillon 

È stata l’ennesima occasione persa per la nostra politica, per il nostro Paese ma per questo ci avrete più rumorosi e rumorose, più arrabbiati e arrabbiate. Ripartiamo quindi dalla speranza che fuori dalle mura politiche c’è un Paese che ha voglia e che chiede umanità, ma soprattutto diritti. Diritti civili, nel 2021. Perché i diritti non sono un’opinione, ricordiamolo. In un’Italia in cui fa più scandalo un matrimonio gay che il 70% dei medici ginecologi obiettore di coscienza (e il 90% al sud), mi domando se ci potrà mai essere un futuro all’altezza della nuova generazione, una politica italiana che sia veramente laica, che non inneggi alla tradizione, che non abbia bisogno di intervistare il vescovo di turno.

Ed ecco che la risposta a questa domanda arriva, ieri sera, al calare del sole: Roma, in zona Colosseo, si riempie di giovani che credono del diritto di farsi sentire e di farsi ascoltare. Non sono invisibili, ci sono e sono tra noi, ma se non li vediamo è perché semplicemente non vogliamo vederli. Una legge che protegga dall’odio e dalla violenza è stata bocciata, ci rendiamo conto della gravità?

E in più questi politici hanno inventato falsità su cui, purtroppo, l’italiano medio incappa. Non è come dicono. Non esiste già una legge sui crimini d’odio omolesbotransfobici: esiste l’aggravante “per futili motivi”, se ti tirano un pugno per il parcheggio o per la musica troppo alta ma se attraversano i binari per aggredirti mentre ti baci con il tuo ragazzo perché “fate schifo”, non è per futili motivi: è un crimine d’odio.

Il disegno di legge Zan, che prende il nome dal suo creatore, il deputato del PD Alessandro Zan, prevede l’inasprimento delle pene contro i crimini e le discriminazioni contro omosessuali, transessuali, donne e disabili. In base al testo del DDL approvato alla Camera nel novembre 2020, i reati collegati all’omofobia verrebbero equiparati a quelli sanciti dall’articolo 604 bis del Codice penale che contrasta il razzismo e l’odio su base religiosa, punendo con la reclusione fino a quattro anni le discriminazioni basate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità.

Buone Feste Dar Ciriola

Il disegno di legge istituisce anche una giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, per promuovere una più diffusa “cultura del rispetto e dell’inclusione nonché di contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere”.

E le piazze delle nostre città così illuminate, borbottanti, colorate non fanno perdere la speranza. Mentre noi dal basso lavoriamo ogni giorno nel nostro piccolo contro le discriminazioni, cerchiamo di arrivare dove si decide la nostra vita. Cerchiamo di riavvinarci alla politica, di interessarci, di domandarci, di schierarci. Dire “non mi interesso di politica”, non è figo (spoiler). Sediamoci dalla parte giusta della storia, tuteliamo l’umanità, la diversità, i diritti. Perché la parte giusta della storia, è più bella del Senato. Più bella del Senato.


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