Dalla testa ai piedi – La crusca e il grano – In nome del popolo italiano

I Fatti e i Misfatti di ottobre 2011 di Mario Relandini
Enzo Luciani - 15 Ottobre 2011

Dalla testa ai piedi

"Una sentenza della Corte di giustizia europea dice che le partite di calcio non sono opere di ingegno – si è indignato il giornalista sportivo Mario Sconcerti – Niente di più sbagliato".

Certo, vista la progressiva tendenza – non solo dei calciatori – di ragionare con i piedi e che, dunque, la genialità potrebbe essere trasmigrata da una estremità all’altra del corpo umano, magari il giornalista sportivo Mario Sconcerti si è indignato a ragione.

La crusca e il grano

"Un nuovo statuto – è la notizia – è venuto a classificare l’ "Accademia della crusca", l’Istituto nazionale per la salvaguardia e lo studio della lingua italiana, "ente pubblico non economico" e, quindi, con la sicurezza di poter usufruire di maggiori finanziamenti statali".

Ottima notizia per la lingua italiana che continua ad essere sempre più oltraggiata e imbastardita. Solo che l’"Accademia della crusca", assicuratasi per ora un milione di euro l’anno – come circola voce al Ministero dei Beni culturali – ha deciso, quale primo provvedimento, l’allargamento del corpo docente da 45 a 60 membri. L’augurio è che alla fine, oltre alla crusca, possa restare qualche chicco di grano per la difesa concreta, e non solo accademica, della bistrattata lingua italiana.

In nome del popolo italiano

"Nel 2009 – è emerso – già 492 cittadini hanno intentato causa per essere risarciti del danno causato loro da una ingiusta detenzione disposta dalla Procura di Napoli".

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Chi pagherà, alla fine, questi risarcimenti? Il Procuratore capo di Napoli? No. I giudici che quelle ingiuste detenzioni avevano disposto in assenza di prove determinanti? No. E chi allora? Lo Stato. I cittadini, cioè, contribuenti. Forse è anche per questo che le sentenze vengono emesse "in nome del popolo italiano". E dunque, se sono sentenze "non idonee", a pagare sia il popolo italiano in nome e per conto del quale sono state emesse. I magistrati, in fin dei conti, le hanno soltanto lette, messe a verbale e archiviate… 


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