‘Dalla vita alla vita’, campagna per la donazione del cordone ombelicale

Belviso: "nel 2010 sono nati 500.000 bambini e conservate solo 33.000 sacche di sangue"
di Patrizia Miracco - 4 Novembre 2011

Per tutto il mese di novembre più di 1000 farmacie romane partecipano alla campagna di sensibilizzazione per la donazione del cordone ombelicale. “Dalla vita alla vita”, la Campagna promossa dal Rotary International Distretto 2080, nell’ambito del progetto del Rotary Club Roma Sud, realizzata in collaborazione con Adisco (Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale), l’Assiprofar e con il patrocinio, tra gli altri, di Roma Capitale.

Nelle farmacie aderenti alla Federfarma Roma sono disponibili per le gestanti opuscoli informativi e locandine per spiegare l’importanza della donazione del cordone ombelicale.

"Il sangue contenuto nel cordone ombelicale è una risorsa preziosissima, poiché è ricco di cellule staminali utilizzabili per la cura di malattie anche molto gravi", dichiara il presidente di Federfarma Roma, Franco Caprino, ricordando che ancora "oggi, solo nel 10% dei parti viene effettuata la donazione".

"Per preparare i farmacisti a rispondere adeguatamente alle richieste dei cittadini, – prosegue il presidente della Fedefarma Roma – abbiamo organizzato 4 corsi di formazione propedeutici alla Campagna, dal titolo ‘Attualità in tema di cellule staminali del sangue nel cordone ombelicale’, che hanno registrato un boom di adesioni e il tutto esaurito, a dimostrazione dell’interesse che si respira verso questa iniziativa".

Il vicesindaco di Roma, Sveva Belviso ha dichiarato durante la presentazione della Campagna ‘Dalla vita alla vita’: “Donare il proprio cordone ombelicale non costa nulla, non c’è nessun tipo di pericolo né per la mamma né per il bambino, perché l’operazione viene effettuata dopo il parto. In questo modo c’è la possibilità di salvare vite umane, ed è anche un bene collettivo. Il grande problema é che non si sa, quindi io credo che, oltre a questa campagna di informazione del Rotary in collaborazione con le farmacie, credo sia importante fare un’opera di sensibilizzazione con le stesse Asl, affinché i tecnici che si occupano del parto chiedano alla madre se è intenzionata a donare, moltissime lo farebbero. Nel 2010 sono nati 500.000 bambini e, ad oggi, sono conservate 33.000 sacche di sangue: un numero minimo. Siamo molto lontani dall’autosufficienza – ha concluso il vicesindaco – e c’è una grandissima possibilità di intervenire sui trapianti e salvare vite dei bambini”.


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