“Dall’altra parte del cielo” di Alessia Condelli

Uno scritto dolcissimo che una figlia dedica alla propria mamma
Bruna Fiorentino - 26 Novembre 2017

Era follia, luce e colori.

Era energia, adrenalina e purezza.

Era sogno e disperazione,

era tanto e forse poi niente,

piena e ora vuota al contempo.

Visibile e invisibile.

Disorientava e mandava in tilt;

portava in alto e buttava giù.

Era dolore e bellezza al contempo.

Era un sogno, ma anche un grande incubo,

la mia mamma.

 

Inizia così, con questa dedica straziante e al contempo travolgente, il libro della giovanissima Alessia Condelli “Dall’altra parte del cielo”, (Pioda Imaging Edizioni – 2017), dedicato alla madre prematuramente scomparsa in maniera tragica una mattina del 2 luglio 2014.

All’epoca le cronache dei giornali parlarono del tragico gesto di una donna dalla vita apparentemente felice che, in un caldo giorno d’estate, a Roma, aveva deciso, inspiegabilmente ai più, di concludere la propria esistenza lasciando nella disperazione i suoi quattro figli, tre ragazze poco più che adolescenti e un bambino, e il marito, uno stimato professionista.

Molte sono state le domande alla ricerca di un perché una mamma affettuosa abbia potuto compiere un’azione estrema, così disperata.

A circa tre anni dalla scomparsa di Gioia, questo è il suo nome che suona come una beffa, la seconda figlia Alessia, nel giorno della “Festa della Mamma”, ha pubblicato questo libro in cui sviscera il suo rapporto con la madre e tenta di ricostruire, in un percorso doloroso, ma necessario e forse catartico, la sua vita prima e dopo quella sventura.

Si scopre, così, l’esistenza facile/difficile, bella/brutta di una ragazza che sta uscendo dall’adolescenza, immersa nelle liti con il fidanzatino di quel periodo, le feste, i divertimenti, i fratelli e questa madre che, all’improvviso, compie un gesto estremo.

L’autrice tenta di comprendere il perché ammettendo, però, che il vuoto da lei lasciato non potrà mai essere colmato.

Dall’altra parte del cielo è un libro che si legge tutto d’un fiato, con gli occhi umidi e il cuore in subbuglio. Ci si immedesima nella disperazione di una donna sconvolta, nei sentimenti stravolti dei figli, nell’angoscia di un marito lasciato con un sms tragico “Mariuccio, perdonami, e addio”. Non una parola in più, non un biglietto, non una spiegazione. Ci si sente portati ad abbracciare i ragazzi sopravvissuti che devono quotidianamente affrontare la vita che continua .

Un libro scritto con il cuore e che fa bene al cuore, un libro da regalare a Natale, da leggere avvolti nel calore delle feste e su cui meditare tralasciando le imprecisioni e un editing non perfetto, ma è un’opera prima ed è soprattutto un inno di Alessia alla sua mamma.

Ho incontrato Alessia Condelli, una splendida ragazza oggi ventunenne, sorridente, apparentemente felice, e l’ho pregata di mettermi una dedica nel libro appena acquistato. Lei mi ha scritto ”affinché possiate conoscerla come l’ho conosciuta io”. L’ho abbracciata come se fosse mia figlia.

Bruna Fiorentino


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