Da Trivigliano alla scoperta dei dialetti della provincia di Frosinone

Sabato 26 ottobre 2013 la prima tappa di un appassionante viaggio alla ricerca delle parole da salvare
di V. C. - 5 Novembre 2013

Sabato 26 ottobre 2013 presso la sala consiliare del comune di Trivigliano si è tenuta la presentazione del libro Dialetto e poesia nei Monti Lepini di Anna Corsi, Valentina Cardinale, Vincenzo Luciani. L’incontro, organizzato dall’associazione Tribillianum in collaborazione con il comune, è il risultato di una duplice volontà: presentare il libro sui 27 comuni dei Monti Lepini e riscoprire il dialetto di Trivigliano attraverso l’analisi delle molteplici forme artistico-espressive con cui esso viene adoperato.

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dalla sinistra Valentina Cardinale, Anna Corsi, Vincenzo Luciani, Ennio Quatrana

La manifestazione, presentata con sobria eleganza da Elisa Alviani, ha visto alternarsi vari momenti: la conversazione con gli autori, l’esibizione dei poeti, lo spettacolo offerto dai bravissimi bambini del gruppo folk e dal signor Mario Dell’Uomo che ha allietato il pubblico con la sua armonica a bocca. Il tutto ha avuto luogo su una terrazza affacciata sul lago di Canterno, in una calda ottobrata ciociara.

Il sindaco, Ennio Quatrana, ha aperto la serata sottolineando l’importanza del dialetto come lingua dell’immediatezza, contrapposta al burocratese che oggi impazza in ogni campo e che potremmo accomunare al famoso latinorum del Don Abbondio dei Promessi Sposi. Alle parole del sindaco ha fatto eco il discorso della presidente dell’Associazione Tribillianum, Arianna Massimiani: “il libro presentato è uno scrigno ricco di tesori che vuole raccogliere e, quindi, conservare nel tempo qualcosa che purtroppo si sta rischiando di perdere: il dialetto.”

Dopo le autorità (è intervenuto anche il sindaco di Trevi nel Lazio avv. Silvio Grazioli) hanno preso la parola gli autori del libro. Anna Corsi ha illustrato il metodo di ricerca adottato per selezionare i materiali: “Nelle nostre ricerche oltre a setacciare le biblioteche alla ricerca di materiali, operiamo anche sul campo, una volta trovati i testi procediamo a compilare le schede.”.

999566_245992108887796_26423917_nVincenzo Luciani ha spiegato da quanti anni opera il centro “Vincenzo Scarpellino” che presiede alle ricerche ma soprattutto ha parlato del nuovo progetto che ha come obiettivo quello di indagare tutti gli altri dialetti della regione Lazio: “Il Centro di documentazione della poesia dialettale, istituito nel 2002, ha indagato i dialetti di molte zone italiane: Gargano, Abruzzo, provincia di Roma, Tuscia meridionale e campagna romana, 121 comuni della provincia di Roma e l’ultimo lavoro, quello che oggi presentiamo, riguarda i 27 comuni delle province di Frosinone, Latina e Roma dell’area dei Monti Lepini. Il nostro obiettivo è di continuare le ricerche ed indagare i dialetti di tutti i 378 comuni del Lazio.” Il direttore del centro Scarpellino ha sottolineato la novità dell’incontro avvenuto a Trivigliano: ovvero l’illustrazione di un’interessante scheda sul dialetto del paese ospitante, stilata da Valentina Cardinale, pubblicata sul sito www.poetidelparco.it e che sarà aggiornata alla luce delle novità emerse nell’incontro: “Quella di stasera è una seduta di studio, perché non siamo venuti qui ad insegnarvi qualcosa ma per imparare da tutti voi – rivolto all’attentissimo pubblico – le cose che non abbiamo compreso nella scheda”.

Valentina Cardinale ha illustrato la scheda sul dialetto di Trivigliano mettendo in evidenza alcune parole che l’hanno colpita particolarmente: “nella compilazione della scheda, ho preso in considerazione soprattutto parole ed espressioni legate al mondo della campagna, della pastorizia, a quel mondo legato ad una cultura immateriale che rischia di essere persa e che quindi deve essere recuperata e restituita”.

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dalla destra Marino di Meo, Mario Dell’Omo, Arianna Massimiani, Elisa Alviani

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Il reading di poesia si è aperto con il poeta locale Marino Di Meo che nei suoi componimenti tratta quel mondo semplice e genuino, del quale riesce a dipingere graziosi quadretti di vita quotidiana con un linguaggio cordiale e colorito: “L’ pan’ casarecc’/Se faceua pé campà,/ era bon’i sustansios’/ tra miseria e povertà. // Chell’ pan’ call’ call’/Se magneua pur’ assut’/ogn’tant’ i più fortunati/ pur’ cù nà fetta d’prusutt’ (Il pane casareccio /Si faceva per vivere/ Era buono e sostanzioso/Tra’ miseria e povertà./Quel pane caldo caldo/Si mangiava senza condimento/Ogni tanto i più fortunati/Pure con una fetta di prosciutto).

Applauditissima l’esibizione del poeta trebano Porfirio Grazioli. Come un attore navigato, non ha solo letto le sue poesie ma, immedesimandosi completamente nei personaggi, le ha recitate. Alternando momenti goliardici a momenti commoventi, ha completamente conquistato il pubblico.

Gli interventi dei poeti sono stati intervallati dalle piacevoli e applauditissime esibizioni dei bambini del gruppo folk e dall’intrattenimento del signor Mario. I primi hanno ballato il tipico ballo ciociaro: il “saltarello”; il signor Mario invece, con la sua armonica a bocca, ha intonato le note della marcia dei bersaglieri.


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