Decimo Municipio, si approfondisce la crisi politica e della politica

Il Consiglio non si riunisce da dicembre. Dopo il dimissionamento del PD Latino la crisi si invelenisce e scoppia il caso dell’appartamento acquistato dalla compagna di Medici dall’Immobilfin di Scarpellini
di Aldo Pirone - 11 Febbraio 2012

Il Consiglio municipale del Decimo Municipio è stato colto da improvvisa paralisi. Non si riunisce da circa un mese e mezzo.

Questo letargo invernale non si è interrotto nemmeno di fronte alla necessità per il Municipio di dover esprimere un parere sul piano casa varato dal Campidoglio tra tante contestazioni e polemiche. La richiesta di convocare il Consiglio infatti è stata rifiutata in punto di regolamento dal Presidente del Consiglio municipale Rocco Stelitano del PD.

Di fronte a questa “buca” istituzionale i due esponenti della sinistra arcobaleno consiglieri La Bella e Cortesi, facenti parte della maggioranza, perdono la pazienza e il 30 gennaio gli scrivono una lettera piccata facendo le loro vivaci rimostranze e rendendole pubbliche: “La Sua risposta negativa (nota n. 5185 del 17 u.s) alla convocazione del suddetto consiglio appare pretestuosa, in quanto, per i pareri sulle Delibere Comunali si è sempre provveduto ad indire consiglio, senza aver prima stilato la Delibera Municipale” perciò la “Sua decisione di non convocare Consiglio è estremamente dannosa e lesiva del diritto-dovere degli eletti di rappresentare i cittadini nelle Istituzioni”. Il Presidente risponde erga omnes a stretto giro di posta citando nuovamente e con la solita puntigliosità i commi del regolamento che impediscono, secondo lui, convocazioni “improvvisate”.

Ma non è questione di “improvvisazioni” se anche l’autorevole assessore De Simoni del PD, in una nota ufficiale, invita il capogruppo e i dirigenti più responsabili del suo partito a fare “al più presto tutti i passi necessari per ripristinare la funzionalità del consiglio”.

Sta di fatto che per la prossima convocazione di lunedì 13 febbraio 2012 l’odg, forse anche per i ritardi accumulati, è quanto mai folto: 15 interrogazioni, 3 proposte di risoluzione e 4 mozioni. Probabilmente si farà notte e si avrà materia ancora per qualche altra seduta.

Ma perché questa improvvisa letargia che ha messo fine alle regolari due sedute settimanali?

Il regolamento c’entra poco, mentre c’entra molto la crisi politica innescata dal dimissionamento da parte di Medici alla fine dell’anno dell’assessore ai Lavori Pubblici Piero Latino di cui abbiamo già parlato il 9 gennaio scorso su queste colonne. Una crisi che, nata all’interno del PD municipale, ha avuto riflessi non secondari anche a livello cittadino con la discesa in campo in difesa del defenestrato assessore e contro il Presidente del Municipio del capogruppo comunale piddino Umberto Marroni.

Una crisi, inoltre, che non accenna a placarsi e continua a travagliare il PD del X municipio che ancora non è riuscito a designare il successore di Latino. Una crisi, infine, che ha avuto sviluppi inattesi anche sul piano assai scivoloso dei comportamenti etico-politici che hanno interessato direttamente Medici.

Infatti dopo i manifesti apocrifi che lo accomunavano ad Alemanno nel voler regalare 2.000.000 di mc in quel di Romanina è scoppiato il caso, sulle colonne de “Il Tempo” e ripreso da Dagospia (il noto sito di retroscena e anche sottoscala politici), della casa della sua compagna che nel 2010 ha acquistato un appartamento, dopo averlo occupato per alcuni anni come affittuaria, nella centralissima piazza Cavour dall’Immobilfin impresa del costruttore Scarpellini che poi sarebbe il beneficiario del regalo cubatorio citato nei manifesti orfani di padre e madre.

Il capogruppo Marroni di fronte a tanta inaspettata rivelazione non perde tempo, ci si butta a corpo morto e invita subito l’imputato a dare urbi et orbi una spiegazione: “In merito alle notizie apparse su quotidiani nazionali e locali circa l’acquisto a prezzo di favore di un immobile a piazza Cavour da parte del presidente Medici, è evidente che il Presidente ha il dovere di chiarire in tempi brevi la vicenda per fare in modo che non ci siano ombre sul suo operato di amministratore pubblico alla guida del X municipio”.

A margine di un’assemblea pubblica indetta da Action il 31 gennaio scorso in Municipio proprio sull’affaire Romanina il Presidente respinge ogni illazione sulla propria correttezza, definendo infame la campagna scatenata contro di lui. L’appartamento, dice, è di 90 mq, bisognoso di ristrutturazione ed è stato acquistato a prezzo di mercato. E rivendica in pieno il proprio operato urbanistico facendo osservare che Scarpellini non ha messo su nemmeno un mattone nel territorio municipale durante gli anni della sua amministrazione.

Tuttavia riconosce di aver commesso una “leggerezza” nel consentire l’acquisto dell’appartamento. Il consigliere comunale di Action, Andrea Alzetta, prima di lui l’aveva definita più coloritamente una “cazzata” pur riconfermando, al grido “giù le mani da Medici”, la solidarietà al Presidente per l’attacco subito.

Il segretario cittadino del PD Miccoli, nella stessa assemblea, esprime la sua solidarietà dicendo, tranchant, che lui “Il Tempo” manco lo legge. Ma, evidentemente, non legge neanche le dichiarazioni del suo capogruppo. Fuori sacco l’assessore municipale De Simoni, che è stato tra i più intransigenti a voler sanzionare la scorrettezza del collega Latino, dice che la campagna contro Medici contempla (evidentemente per la proprietà transitiva n.d.r) un attacco alla candidatura di Zingaretti a sindaco contro il quale si è “fraternamente” candidato alle primarie del centrosinistra il medesimo Medici. Nel merito dell’affaire di Romanina tutti respingono la proposta di densificazione di Corsini-Alemanno. Ed è la cosa più chiara ed apprezzabile.

Naturalmente “casa Medici” offre il destro al Pdl municipale, già solcato da divisioni non indifferenti (vedi il caso dei PUP) che hanno portato alla defenestrazione dell’ex capogruppo Antipasqua, di serrare i ranghi sfilacciati e chiedere le dimissioni del Presidente. Dopo un crescendo rossiniano su chi è “il costruttore con rilevanti interessi sul territorio” che ha venduto e “a quale costo?” l’appartamento al Presidente, un vero thriller, affigge un manifesto con lo slogan “La casa per sé, occupazioni per tutti”, un po’ oscuro ai più, che segnala una certa caduta nella capacità propagandistica del centrodestra. Il Pdl mostra anche una certa ritrosia a nominare per nome e cognome il costruttore che, come pubblicato da “la Repubblica” il 7 gennaio scorso, ha già dato 100.000 euro di finanziamento al Pdl. Comunque, a scanso di equivoci, il gruppo pidiellino annuncia di voler sfiduciare Medici per questione morale.

Il decorso della triste vicenda – triste soprattutto per i cittadini che vorrebbero dai loro amministratori un’assoluta illibatezza e nessun rapporto economico diretto o indiretto con chi ha corposi interessi speculativi sul territorio secondo l’aurea regola che “sulla moglie di Cesare non deve aleggiare neanche il sospetto” – viene accompagnato, rendendolo così ancor più triste, da varie dicerie, diffusione di anonime visure catastali della maison di piazza Cavour, allusioni, ammonimenti, ricatti e controricatti, piccole vendette e minacce varie.

E’ la conferma che in X municipio la politica non gode affatto buona salute. C’è bisogno di un rinnovamento radicale e profondo, anche generazionale, dove non ci sia posto per “leggerezze”, personalismi, particolarismi, clientelismi e similia. Intanto, però, la crisi politica in corso va superata rapidamente.

L’Istituzione non deve subire le conseguenze delle guerre di corrente interne ai partiti e deve poter tornare a funzionare regolarmente e a ranghi completi, in piena trasparenza, per fronteggiare i numerosi problemi dei cittadini tra cui spicca l’aggressione cementificatoria che, sotto varia specie e colore, i soliti noti stanno portando al territorio. Problemi grandi, è il caso di dire, come una casa.  


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