Decreto Roma Capitale e fondazioni lirico – sinfoniche

Disappunto di Cagli per la disparità di trattamento tra il Teatro dell’Opera e l’Accademia di Santa Cecilia
di Patrizia Miracco - 25 Novembre 2011

Il disappunto sulla disparità di rapporto tra l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e il Teatro dell’Opera del prof. Cagli al ministro Ornaghi mette in discussione il decreto Roma Capitale.

Giulia Rodano, consigliere regionale e responsabile cultura e Istruzione di Italia dei Valori, dichiara in una nota: “Mi associo all’appello rivolto oggi (24 novembre 2011 n.d.r.) al ministro Ornaghi dal sovrintendente Bruno Cagli. Il decreto Roma Capitale dev’essere profondamente rivisto nella parte che riguarda la cultura: ci sono infatti numerosi elementi di confusione e rischio sulle questioni della gestione, della tutela e della valorizzazione dei beni culturali”.
“Il rischio – prosegue Rodano – è che non sia più chiaro chi può e deve decidere in materia di tutela e chi potrà dare i pareri, le autorizzazioni, chi deciderà in materia di vincoli e di paesaggio. Senza parlare del fatto che si attribuiscono poteri programmatori in materia di valorizzazione che oggi, ai sensi dell’art. 117 della Costituzione, sono poteri concorrenti tra Stato e Regione”.

“Il caso delle fondazioni lirico-sinfoniche – conclude Rodano – è emblematico delle incongruenze interne al dispositivo: il Teatro dell’Opera e l’Accademia di Santa Cecilia sono entrambe Fondazioni lirico-sinfoniche, eppure come rilevato oggi dal Sovrintendente, c’è un’immotivata disparità di trattamento”.

Per l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Dino Gasperini, le due strutture sono entrambe riconosciute meritevoli di autonomia ed eccellenze artistiche. “L’Accademia di Santa Cecilia – afferma Gasperini – sta avendo il suo riconoscimento con la Legge 100/2010 e il Teatro dell’Opera di Roma assolve la funzione di rappresentanza nella Capitale dello Stato, così come disposto dall’art.6 della Legge 800 del 1967. Rassicuriamo, dunque, il Presidente, Sovrintendente e dDrettore artistico, Cagli, sull’attenzione che questa Amministrazione sta rivolgendo alle proprie Istituzioni Culturali, e in particolare al settore lirico sinfonico”.


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