Depuratore Acea Roma Est: e la puzza imperversa

Dove sono le ristrutturazioni e gli accorgimenti per poter respirare a pieni polmoni?
Federico Carabetta - 8 Luglio 2020

La storia infinita del Depuratore ACEA ci vede nuovamente impegnati, come da circa quarant’anni, a dar voce ai collianiensi schifati e ingannati. Quanto da tanto tempo si ripete, è increscioso e – a rabbuffo di qualche negazionista per scelta – è inoppugnabile, certo, avvalorato da documenti e testimonianze. Trattiamo del fetore e dal rombo che continuano a pervenire dall’impianto di Via degli Alberini.  Questi ultimi, presenti tutto l’anno, vengono avvertiti prevalentemente durante i mesi caldi quando è vitale spalancare le finestre per rinfrescare le case. C’è pure da affermare – e sfidiamo a contraddirci – che la situazione non può essere migliorata: il fetore è ininterrotto viene però percepito in modo discontinuo e disomogeneo; tutto dipende dalla direzione dei venti e dall’andamento della pressione atmosferica. Se la puzza è più acre durante la notte, ciò dipende dall’assenza o quasi dei moti dell’aria e dalla sua conseguente stratificazione. E se siamo sempre qui a riparlarne è perché l’ACEA, in tutti questi anni, ha risposto al malessere provocato, attribuendo il fatto ora a questo, ora a quel motivo, promettendo e non mantenendo e continuando ad immettere quanti più liquami possibili, anche provenienti da impianti di depurazione sequestrati dall’Autorità Giudiziaria per le gravi illegalità.

Vogliamo ora ricordare, per esemplificare il comportamento non sempre cristallino ed ingannatore di ACEA che, con  un comunicato del settembre 2012, pubblicato con l’articolo a stessa firma “Depuratore Acea Roma Est, ristrutturazioni ed accorgimenti attuati per la respirabilità dell’aria-Determinante l’impegno dell’assessore ai LLPP Ghera. Potranno i residenti d’ora in poi respirare a pieni polmoni?” “In merito al Depuratore Roma Est l’Amministrazione capitolina, grazie all’impegno concreto dell’Assessore ai LL PP che in questi anni ha incontrato più volte comitati e residenti del territorio, ha mantenuto alta e costante l’attenzione su questa tematica attraverso una costante attività di monitoraggio. Su impulso dell’assessore, l’ACEA ha ristrutturato la prima sezione linea liquami e ha realizzato la copertura della linea fanghi per contenere le esalazioni. Inoltre, la linea dell’essiccamento fanghi è stata completata e si è in attesa di un’autorizzazione provinciale, mentre a breve sarà possibile avviare la ristrutturazione della seconda linea liquami. Tutte queste attività seguono comunque il piano degli interventi, richiesto dal Dipartimento Lavori pubblici, realizzato nei mesi precedenti da parte di Acea Ato2 al fine di fronteggiare le emissioni maleodoranti provenienti dal Depuratore”.

Otto anni dopo, a smentire il comunicato i cittadini scrivono: “… da diverso tempo, maggiormente la sera, rumore e puzza provenienti dal depuratore sono insopportabili. Dormiamo con i climatizzatori accesi per non respirare la puzza che sembra di sostanze chimiche. Il rumore è assordante. Cosa fare per far cessare questo sconcio che non si sa quali danni puòe provocare alla nostra salute?”

In merito ad un controllo continuo e rigoroso sulla natura dei liquami da sempre invocati, quella “puzza che sembra di sostanze chimiche” dovrebbe molto allarmare le autorità sanitarie, e rendere effettivi – per quanto possibile – quegli improbabili  controlli mensili dell’ARPA, memori di quanto è accaduto anni fa per la fabbrica dei veleni BASF ex Enghelhard di Via di Salone. Nutriamo perciò molte fondate perplessità e saremmo molto curiosi di apprendere in che cosa esattamente consisterebbero questi controlli dell’ARPA e come avrebbe fatto quest’ultima ad accertare l’assenza di emissioni nocive, se è realisticamente all’oscuro delle varietà di liquami – provenienti da non si sa dove – che vengono continuamente immessi delle vasche del depuratore.

È il momento ora di porci una domanda: come mai i cittadini hanno smesso di organizzarsi in un apposito comitato e si dimenano singolarmente contro un fenomeno del genere, di cui oltre il fastidio e la sofferenza si ignora quali ripercussioni può causare alla salute umana? Perché le istituzioni non intervengono una buona volta a difesa dei cittadini?

 

Federico Carabetta


Commenti

  Commenti: 1


  1. Sono un ex componente dell’ex comitato di quartiere che aveva il Dr Lino Di Rubbo come presidente.
    Il depuratore ACEA fu una delle nostre principali attività/battaglie (con tantissime altre di pari importanza) fino a portarci ad una denuncia alla procura di Roma. Ci furono grandi risultati. La puzza terminò e vennero fuori tante illegalità prontamente punite-Sono passati 5 anni ed oggi cosa sta succedendo? Quando il vecchio CDQ si sciolse per sopraggiunti problemi personali e di lavoro di gran parte dei suoi componenti, nacque un nuovo CDQ iscritto ufficialmente nelle associazioni presso l’agenzia delle entrate (con relativi costi sostenuti dai cittadini). L’attuale CDQ esiste ancora ma ho la sensazione si sia un pò allontanato dal quartiere. Il CDQ è l’unica organizzazione di rappresentanza “riconosciuta” con il “potere” di chiedere incontri e colloqui (ed impegni) alle istituzioni. Tutto questo diviene ancor più oggi forte esigenza in quanto il confinamento e l’allontanamento sociale da COV-19 ci ha reso ancor più individualisti e paurosi. La prima conseguenza è che i nostri governanti non sono più “controllati” e fanno ciò che vogliono: vedi ACEA depuratore Roma EST e non solo.
    Caro CDQ, riprendetevi il vostro ruolo altrimenti fate un’ultima riunione per far nascere un nuovo CDQ attivo e partecipe. So bene che mantenere un CDQ è un compito estremamente gravoso e difficile che va fatto solo per “passione” ma che comunque va fatto per non far cadere il quartiere nel degrado già oggi iniziato.

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